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Quanti sport conosci? E di quanti avresti sempre voluto conoscere le regole, le curiosità e il regime alimentare più corretto per praticarli? Leggi qui tutte le interviste ai medici specialisti del Comitato Scientifico.
 
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  Il Nuoto

Durante tutto l’anno e, specie d’estate, molte persone preferiscono gli sport che si praticano all’aria aperta e soprattutto gli sport acquatici. Tra questi, anche nuotatori amatoriali spinti dalla voglia di riacquistare una forma fisica ideale, spesso messa a repentaglio dalle cattive abitudini e dalla sedentarietà che caratterizzano i mesi invernali. Intraprendere uno sport dopo un periodo di inattività può comportare dei rischi? Quali sono gli accorgimenti che deve tenere a mente chi vuole accostarsi a questo sport?
È vero, il numero degli sportivi saltuari o meglio “stagionali” aumenta notevolmente con l’arrivo della bella stagione, o con il rietro dalle vacanze, e spesso l’entusiasmo iniziale che accompagna coloro che intraprendono nuove attività sportive può giocare brutti scherzi. E’ necessario prestare attenzione ad alcune circostanze fisiche ed ambientali che potrebbero rappresentare un potenziale rischio per la salute. Il primo accorgimento, utile non solo per il nuoto, ma per tutte le attività sportive in genere, e, soprattutto, per quelle praticate nella stagione più calda, è quello di fornire sempre un adeguato apporto d’acqua e di sali minerali per garantire una sufficiente idratazione prima, durante e dopo l’esercizio. Anche chi pratica il nuoto, quindi, ha bisogno di bere acqua durante gli allenamenti, al fine di recuperare i liquidi persi con il sudore. Non bisogna poi dimenticarsi che durante gli allenamenti, sia al chiuso che all’aperto, si verificano una serie di modificazioni del nostro organismo. In particolare, nei mesi estivi, all’innalzamento della temperatura ambientale e del tasso di umidità corrisponde sempre un aumento della temperatura cutanea, della vasodilatazione e della sudorazione. Questi cambiamenti comportano non soltanto una penalizzazione della prestazione atletica, ma possono tradursi anche in una serie di disturbi fisici, definiti appunto disturbi da calore: i crampi, il collasso e il colpo di calore. Oltre alla già ricordata e indispensabile reidratazione è consigliabile, pertanto, preferire le ore più fresche della giornata per allenarsi. All’aperto, anche se l’attività si svolge in acqua, è opportuno proteggersi dal sole, facendo uso anche di creme con filtri solari.
Inoltre, e questo vale non solo per il nuoto, ma per tutti gli sport, quando si inizia a praticare una disciplina sportiva per la prima volta o, comunque, dopo periodi in cui si è interrotto l’allenamento, bisogna riprendere gradualmente iniziando ad esercitarsi con un programma di lavoro minimo, che va via via potenziato.

E i consigli alimentari? Quali cibi deve preferire il nuotatore?
Il nuoto è un’attività fisica di tipo aerobico che comporta un discreto dispendio di energia (circa 6 kcal al minuto per un soggetto di 70 kg di peso corporeo). Per assicurare un adeguato apporto calorico è importante ricordarsi di consumare un pasto completo, ma leggero e facilmente digeribile, almeno 2 ore prima di entrare in acqua. Se invece c’è poco tempo a disposizione tra il pasto e l’inizio dell’allenamento è preferibile mangiare solo una porzione di pasta, condita in modo leggero e un dolce da forno senza creme (ciambellone, crostata con marmellata, pan di spagna, ecc.). Per quanto riguarda l’apporto proteico degli atleti che praticano il nuoto, invece, nella maggior parte dei casi è sufficiente un consumo giornaliero di proteine pari a circa 1,2-1,5 grammi per ogni kg di peso corporeo desiderabile. Tale apporto è facilmente realizzabile con gli alimenti di uso comune. Un’alimentazione corretta rende inutile l’uso degli integratori, a cui ricorrono spesso i nuotatori professionisti, soprattutto di quelli contenenti proteine e aminoacidi. Anche ai fini di una maggiore idratazione, che come già affermato, è indispensabile per chi nuota, frutta e verdura devono essere consumate in abbondanza: almeno 4-6 porzioni al giorno. L’idratazione va assicurata, non soltanto durante i pasti, ma anche e soprattutto nel corso degli allenamenti e questa è un’esigenza spesso sottovalutata da nuotatori e allenatori. Bere, quindi, non soltanto acqua, in quantità adeguate, ma anche succhi di frutta o, eventualmente, integratori idrico-salini specifici per gli sportivi è importante ai fini di un miglioramento della prestazione.

Si parla spesso del nuoto come di uno sport completo, adatto a tutti e persino utile per prevenire e correggere eventuali anomalie dello sviluppo corporeo, in special modo nei ragazzi in crescita. Quanto c’è di vero e quanto da sfatare in queste affermazioni?
Il nuoto è senza dubbio uno sport completo, nel senso che richiede movimenti che impegnano in modo totale e contemporaneo tutte le parti del corpo: arti inferiori, superiori, tronco e capo. Questa caratteristica, peculiare di tale disciplina, comporta effetti benefici sulla salute e, in particolare, agisce positivamente sul funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio. Notevoli possono essere, inoltre, gli effetti di rinforzo muscolare dovuti principalmente all’ambiente acquatico: l’acqua ha, infatti, una densità maggiore dell’aria e il medesimo movimento, a seconda che sia svolto in immersione o “a secco”, comporta nel primo caso uno sforzo e una tensione muscolare maggiori. Non bisogna dimenticare, poi, che vi sono altri due fattori che migliorano i movimenti e la funzionalità articolare nell’acqua: l’assenza della forza di gravità, che facilita l’aumento dell’ampiezza dei movimenti e la temperatura dell’acqua, che favorisce il rilassamento muscolare. Nonostante i benefici di tale sport siano molteplici, il nuoto, come tutte le discipline sportive, non può essere consigliato come un rimedio universale e in particolare alcune anomalie dello sviluppo corporeo o alterazioni della colonna vertebrale devono essere curate con interventi mirati. Il nuoto non può essere proposto come terapia di rieducazione in sostituzione di un trattamento correttivo specifico, qualora se ne presentasse la necessità. È bene, quindi, tener presente che tale sport non ha un effetto correttivo su eventuali difetti della colonna vertebrale, come erroneamente si è spesso portati a credere, ma può essere, di certo, una valida terapia di prevenzione e di mantenimento per migliorare lo stato di salute generale e il livello di efficienza fisica. Inoltre, specialmente per i ragazzi con problemi alla schiena, affiancare il nuoto ad un necessario e specifico trattamento di rieducazione, può essere molto utile per non mortificare l’aspetto ricreativo e sportivo. Non dimentichiamoci che il nuoto è, infatti, uno sport divertente in cui l’aspetto ludico non deve mai essere trascurato.

A proposito di questo aspetto ludico che fa del nuoto uno sport seguito soprattutto in occasione dei giochi olimpionici. Quali sono gli stili ufficiali del nuoto ammessi nel programma olimpico e quali le loro caratteristiche tecniche?
Il nuoto come disciplina sportiva è andata diffondendosi nel XIX secolo ed è disciplina olimpica. Vi sono due tipi di gare agonistiche: le gare disputate in piscina (acqua chiusa), che arrivano al massimo a 1500 m; le gare di fondo, disputate in mare, più lunghe, che arrivano sino a 25Km. Esistono quattro stili ufficiali con cui si disputano le gare di nuoto:
- Lo stile libero: anche se teoricamente non ci sono limitazioni sul modo di nuotare, in pratica la stragrande maggioranza delle gare viene disputata usando il cosiddetto crawl, che è lo stile più veloce, effettuato spingendo all'indietro le braccia una alla volta e battendo le gambe dall'alto al basso una alla volta, senza restrizioni di simmetria.
- Farfalla o delfino: in queste gare al nuotatore è richiesto di mantenere un movimento simultaneo con simmetria bilaterale (la metà sinistra del corpo fa gli stessi movimenti della destra, allo stesso tempo). Inizialmente veniva eseguito raggruppando le gambe e scalciandole indietro come nella rana. Tale nuotata veniva definita a Farfalla. Più avanti fu introdotto un colpo di gambe dall'alto verso il basso simmetrico e simultaneo. Al giorno d'oggi nella totalità (o quasi) dei casi nelle gare a farfalla viene utilizzata la nuotata a delfino, molto più veloce e efficace, cosicché le due denominazioni "farfalla" e "delfino" hanno finito per diventare sinonimi.
- Rana: è lo stile dal quale si è evoluta la "farfalla", pone l'ulteriore restrizione che le mani del nuotatore devono essere spinte in avanti dal petto, e che i gomiti devono rimanere sottacqua. È lo stile più lento.
- Dorso: non pone restrizioni di simmetria, ma i nuotatori devono stare girati sul loro dorso per tutto il tempo, ad eccezione delle virate. Il dorso viene eseguito, in pratica, come un inversione del crawl - i nuotatori portano le braccia sopra le loro spalle, alternativamente, e le spingono lungo i fianchi sottacqua per fornire la propulsione.

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