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Quanti sport conosci? E di quanti avresti sempre voluto conoscere le regole, le curiosità e il regime alimentare più corretto per praticarli? Leggi qui tutte le interviste ai medici specialisti del Comitato Scientifico.
 
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  Il Tennis

Ogni anno, a maggio, il Foro Italico di Roma ospita uno degli eventi sportivi più seguiti dagli italiani: gli Internazionali di Tennis, considerati il più importante torneo tennistico mondiale in terra rossa, dopo il Roland Garros. Quali sono le ragioni che fanno di questo sport uno dei più praticati e amati al mondo?
Uno sport popolare come il tennis vanta un’antica tradizione e un largo seguito di pubblico, che fa di questo gioco uno dei più diffusi e prediletti a livello mondiale, soprattutto grazie all’affascinante spettacolo che offre a chi lo segue, al divertimento che assicura a chi lo pratica e al forte spirito competitivo e sportivo che è insito in questa disciplina e che anima i vari match.
Si gioca in due o in quattro: match singolo o doppio. Negli anni si è evoluto grazie al perfezionamento della tecnica di gioco, all’ampliamento del regolamento, ma anche grazie al miglioramento dei materiali utilizzati per la fabbricazione delle palline e delle racchette. Per queste ultime, in particolare, si è passati dai primi telai in legno alle leghe leggere, per giungere, infine, ai più moderni materiali polimerici.

È uno sport adatto a tutti? Di quali caratteristiche fisiche bisogna essere dotati per praticarlo?
Il tennis può essere praticato fin dalla tenera età e, con alcune precauzioni, costituisce una valida attività fisica anche per le persone anziane. È uno sport che richiede tantissime doti naturali, che possono comunque acquisirsi o per lo meno accrescersi, grazie ad un allenamento costante e ben programmato. Un buon tennista deve avere prontezza di riflessi, lucidità mentale, fantasia, acume tattico, resistenza, destrezza, velocità e forza. Anche chi voglia praticarlo a livello amatoriale deve essere in buona forma fisica ed avere un sufficiente livello di preparazione atletica di base.

Che tipo di preparazione atletica è necessaria? Quale impegno richiede?
Per mantenere e potenziare tutte le numerose caratteristiche di cui deve essere dotato un tennista è, pertanto, necessaria un’adeguata ed accurata preparazione: il tennis è un gioco con un’elevata base tecnica; in termini fisiologici questo si deve tradurre in un’ottima coordinazione neuromuscolare per la perfetta esecuzione dei movimenti. La coordinazione si ottiene attraverso il raggiungimento di una buona percezione corporea, accompagnata dalla capacità di correggere prontamente i movimenti nel corso della loro esecuzione.
È classificato come una disciplina ad impegno aerobico-anaerobico alternato e comporta, sia se giocato in singolo che in doppio, un dispendio energetico significativo, soprattutto perché l’impegno di gioco si protrae spesso per molte ore. Va comunque evidenziato che l'atleta, durante la partita, impiega mediamente più della metà del tempo in pause di gioco, che possono essere diversificate in attive e passive. Le prime sono caratterizzate da momenti in cui il tennista si muove senza effettuare azioni di gioco (es. raccolta delle palline), mentre le seconde consistono in vere e proprie interruzioni del gioco, in cui è previsto il riposo (es. fine del punto, fine del set con cambio di campo ecc...).

Ci sono degli accorgimenti da seguire dal punto di vista dell’alimentazione?
Il modello alimentare mediterraneo rappresenta anche per chi pratica il tennis la scelta nutrizionale più corretta e idonea ad ottenere i migliori risultati. Sono, quindi, da preferire i carboidrati complessi sotto forma di cereali e amidi; è opportuno garantire un buon apporto di proteine animali e vegetali e si consiglia di preferire condimenti a base di olio extravergine di oliva e spezie.
È di fondamentale importanza suddividere i pasti in relazione agli impegni di allenamento e/o gara. Durante le pause di gioco, soprattutto se l’impegno è di molte ore, vanno assunti prodotti semplici a prevalente componente glucidica. Inoltre, per garantire un apporto ottimale di liquidi, minerali, vitamine e fibra è indispensabile un generoso consumo di frutta e di alimenti di origine vegetale in genere.
Un problema comune ai tennisti è la disidratazione, spesso causata dalle lunghe esposizioni al sole e dalle superfici di gioco che riflettono il calore, soprattutto quando si gioca nei mesi estivi e nelle ore più calde della giornata o in impianti chiusi o non climatizzati in modo ottimale. Lo schema di reidratazione consigliato è lo stesso previsto per altre attività che comportano una forte sudorazione, come la corsa, e prevede l’assunzione abbondante d’acqua e, in quantità minori, di carboidrati semplici e minerali, prevalentemente di sodio.
Via libera, dunque, alle bevande moderatamente zuccherate e con l’aggiunta di minime quantità di sale da cucina (cloruro di sodio), come si può ottenere aggiungendo 250 ml di un succo di frutta e 1 grammo di sale fino a 750 ml di acqua. In alternativa si può utilizzare uno dei tanti integratori idrico-minerali per gli sportivi, meglio se diluiti con acqua in modo da ottenere una concentrazione di zuccheri del 3-4% (30-40 grammi/litro).
Se il gusto “salato” non è particolarmente gradito, per non aumentare troppo la concentrazione di zuccheri e l’osmolarità della bevanda, si possono utilizzare, anche solo in parte, i succhi di frutta “diet” che, per la presenza di edulcoranti sintetici, hanno una capacità dolcificante molto maggiore, in grado di “mascherare” la presenza del sale e rendere la bevanda più gradevole e palatabile.

Qualche mito da sfatare?
Si dice che il frutto preferito da tutti i tennisti sia la banana. Sono molti, infatti, i giocatori di tennis di tutte le categorie che nelle pause dei match mangiano banane. Probabilmente questo mito risale all’usanza di un famoso campione americano di origini cinesi: Michael Chang che, oltre alle sue numerose vittorie, viene ricordato anche per questa sua predilezione. I presunti benefici apportati dal frutto sarebbero quelli di un immediato reintegro di acqua, potassio e zuccheri. Per quanto riguarda l’acqua, è indubbiamente il principale componente della banana, come d’altronde la sua presenza è predominante in tutta la frutta e nella maggior parte dei cibi, anche se la quantità di acqua che si assume con un solo frutto è minima rispetto al fabbisogno totale di liquidi. La banana, come fornitore di energia di provenienza glucidica, potrebbe andare bene nel corso della partita, ma, in un’ipotetica classifica dei cibi utili al tennista per l’apporto di carboidrati, di certo questo alimento non è ai primissimi posti. La sua permanenza nello stomaco, infatti, è prolungata e i tempi di digestione non sono così rapidi da permettere un assorbimento veloce di tutti gli zuccheri, la cui assimilazione completa, avverrà probabilmente a fine match! C’è anche chi sostiene che il più importante vantaggio della banana è quello di fornire una gran quantità di potassio. A parte il fatto che la maggior parte dei frutti forniscono pari quantità di questo micronutriente ed alcuni, come le albicocche ne contengono di più, durante le partite, tra i vari minerali, è senz’altro più utile reintegrare prima di tutto le perdite di sodio, poi di cloro e solo in minor misura anche di potassio, magnesio e calcio. Inoltre va detto che se, ad esempio, si assume poco sodio e tanto potassio, non si risolvono i problemi derivanti dalle perdite di elettroliti con il sudore, anzi si favorisce così l’insorgenza di crampi.
Infine, è sempre bene incoraggiare l’ottima abitudine di preferire frutti di stagione e di prediligere i prodotti tipici delle regioni di appartenenza.

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