Non ricordi
la tua password?
USER PASSWORD Ricordami INVIA Registrati
  • banner2
  • banner3
news ricette sport benessere
 Trova il tuo Sport
Quanti sport conosci? E di quanti avresti sempre voluto conoscere le regole, le curiosità e il regime alimentare più corretto per praticarli? Leggi qui tutte le interviste ai medici specialisti del Comitato Scientifico.
 
ALTRI SPORT
 

Corsa su ciaspole

Il Freeride

L'Orienteering

Lo Shiatsu

La Pallapugno

La Back School

Il Wakeboard

La Ginnastica Artistica

Lo Stretching

Antigravity Yoga

Lo Squash

Il Taekwondo

Il Dodgeball

Triathleta e mamma

L'Arrampicata

La Zumba Fitness

La Maratona

Mountain Bike

Il Softball

Hockey su ghiaccio

Short Track

Il Curling

Il CrossFit

Indoor Cycling e metodo MAC ITALIA®

Il Nordic Walking

Il Kitesurf

Il Frisbee

Il Green Volley

Il Beach Tennis

Il Tai Chi

Il Triathlon

Lo Sci alpino

Le Ciaspole

Il Pilates

Il Golf

Surf e Windsurf

La Vela

Il Parkour

L'allenamento della forza e il potenziamento muscolare (2^ parte)

L'allenamento della forza e il potenziamento muscolare (1^ parte)

Il Canottaggio

Il Rugby

Il Pattinaggio

Lo Snowboard

Lo Sci di fondo

La Pallavolo

La Pallacanestro

L'Acquagym

Le Bocce

Il Calcio

Il Nuoto

Il Tennis

La Bicicletta

 
 
  Il Parkour

Chi lo pratica dice che:
"Praticavo questa attività già da bambino, ancora prima che venisse coniato il termine Parkour e ricordo ancora i passanti che inveivano contro chi si cimentava in salti o arrampicate nei luoghi pubblici: oggi, grazie alla comunicazione, questo non accade più e il Parkour, per lo spirito di libertà che trasmette a chi lo pratica e per la possibilità di stare all'aperto è uno sport formativo anche per i più piccoli, sia dal punto di vista motorio che psicologico."
Marco Bisciaio
Fondatore e responsabile ParkouRoma
www.parkouroma.it
Intervista al medico dello sport Michelangelo Giampietro

«Tutto diviene un ostacolo, ma è l'ostacolo stesso a svelare l'altra sua faccia, trasformandosi nell'opportunità di superarlo»

Questo mese ci trasferiamo nelle periferie delle metropoli per conoscere uno sport spettacolare e molto affascinante, soprattutto per la filosofia da cui nasce. Cos'è il Parkour?
È sicuramente lo sport più cool del momento. Basti pensare che il portale italiano dedicato a questa disciplina conta 8000 iscritti e riceve in media 4000 visite al giorno. Nelle principali città italiane (Firenze, Milano, Torino, Vicenza, Prato, Bolzano, Ferrara, Bologna, Roma, Napoli, Caserta, Trani), vengono attivati sempre nuovi corsi con un numero di iscrizioni in rapida ascesa. Il principale obiettivo di questa disciplina è quello di raggiungere la padronanza del corpo e della mente per superare gli ostacoli che ci circondano, tracciando un percorso che vada da un punto A ad un punto B nella maniera più fluida possibile. Salti, evoluzioni e capriole contro l'immobilità fisica e mentale. Balzi, corse, volteggi e arrampicate: tutti movimenti fluidi e coordinati. Ogni angolo della città, dalle scalinate alle ringhiere, dai muri di cinta alle impalcature, diventa terreno di sfida. E così il gesto atletico si trasforma in allenamento mentale, per esempio, per prendere decisioni veloci, efficaci ed efficienti anche nella vita di tutti i giorni. L'obiettivo del traceur (dal francese "colui che traccia" cioè creatore di percorsi, così si chiama l'atleta che pratica il Parkour) è superare in modo armonico, atletico ed esteticamente valido le barriere naturali o gli ostacoli architettonici che trova sulla sua strada.

Qual è la differenza tra Parkour e Free Running?
Il Parkour viene spesso erroneamente confuso col Free Running: questi due sport possono sembrare simili, in realtà hanno dietro due filosofie completamente diverse. Il Free Running (abbreviato "3run") è una disciplina sportiva che basa le proprie origini e i propri movimenti sul Parkour, ma consiste nello spostarsi in ambienti urbani e rurali in modo da creare spettacolo, quindi valorizzando la bellezza e l'eccezionalità dei movimenti. Questa è proprio la principale differenza con il Parkour, dove ogni movimento deve tendere invece alla massima efficienza. Nel Free Running, l'obiettivo estetico porta a unire i movimenti propri del Parkour con gesti atletici non efficienti, ma spettacolari, estratti da altre discipline, soprattutto dalla ginnastica acrobatica. Non è quindi insolito vedere praticanti effettuare salti mortali o altre acrobazie di vario genere. Sul sito www.parkour.it si legge comunque: "Molto spesso all'interno dei percorsi vengono inseriti elementi di Free Running, ovvero viene espressa una parte più creativa che efficiente. Noi di Parkour.it siamo molto moderati a riguardo, anche se ci sono correnti di pensiero molto più puriste che tendono a differenziare in maniera molto più netta le due discipline. L'importante è comprendere che Parkour non è una gara a chi fa il salto più alto o più bello, il Parkour è un percorso, senza alcuna forma di competizione fra i praticanti. La competizione è con te stesso per cercare di innalzare il tuo limite dopo aver preso coscienza delle tue possibilità".

Quando e come nasce questa disciplina?
Il padre riconosciuto di questa disciplina è il francese David Belle che verso la fine degli anni ‘80 iniziò a praticare in un ambiente urbano (precisamente a Lisse, un sobborgo di Parigi) le tecniche apprese giocando da bambino nei boschi della campagna francese. David Belle era figlio di un pompiere addestrato con il metodo militare proposto da Georges Hébert: La méthode naturelle. L‘idea di Hébert era che il miglior modo per allenare un uomo è farlo esercitare nei movimenti naturali che compirebbe istintivamente nelle situazioni che la natura gli presenta e gli richiede. Quindi, Belle fin da piccolo fa i suoi primi esperimenti con percorsi e tracciati e, da adulto, intraprende una carriera militare che lo porta a vincere numerosi trofei nei parcours du combattent (percorso del combattente) e ad essere considerato un vero genio del movimento. David diventa poi pompiere, ma è costretto ad abbandonare il mestiere per via di un infortunio al polso. Ancora innamorato del movimento, Belle trasforma quello che era un gioco da bambini in una vera filosofia e fonda il Parkour, che risulterà più funzionale degli stessi addestramenti militari che aveva fatto in precedenza. David non è solo nel suo intento e viene affiancato da varie personalità tra cui la crew degli Yamakasi, fondatori dell'art du deplacement (arte dello spostamento) e Sebastien Foucan, ambasciatore del Free Running.

Come ci si allena per diventare un traceur eccellente?
La preparazione atletica è fondamentale per educare il corpo a rispondere a certi stimoli in modo corretto ed efficace, ma, nel Parkour, i veri limiti da superare sono quelli mentali. In ogni caso è comunque necessario un allenamento duro con addominali, flessioni, verticali a muro e successivi piegamenti Generalmente un allenamento di due ore viene diviso in due fasi: prima la parte fisica per potenziare muscoli e coordinazione, poi quella tecnica. Accanto ad una preparazione fisica adeguata, il Parkour richiede soprattutto una preparazione mentale al fine di oltrepassare i propri limiti e aumentare la consapevolezza dei propri mezzi. Questo sport esige, quindi, riflessi e autocontrollo.

Spesso ci sono dei pregiudizi nei confronti dei ragazzi delle periferie, che si riuniscono in crew come succede nel mondo dei free stylers, dei breakers, dei writers e anche dei traceurs.
I traceurs professano il rispetto per l'ambiente e spesso sono loro stessi i fautori della riqualificazione degli spazi urbani utilizzati per allenarsi. Come sempre i pregiudizi sono giudizi prematuri, basati su un' incompleta o indiretta conoscenza dei fenomeni osservati. Non sempre è così: ad esempio, la Provincia di Roma, nel dicembre 2007, ha riconosciuto il Parkour come importante vettore di comunicazione per trasmettere ai giovani l'importanza di affrontare ogni problema nel rispetto di se stessi e dell'ambiente circostante.

Consigli alimentari?
L'alimentazione migliore per un traceur è quella che gli consenta massima concentrazione, riflessi pronti e assoluto autocontrollo. Anche nell'ambito della nutrizione va cercata la soluzione più efficiente ed efficace. Durante il periodo degli allenamenti, il regolare rifornimento di cibo all'organismo può essere correttamente ottenuto consumando almeno tre pasti nel corso delle ventiquattro ore, o meglio ancora cinque, al fine di garantire un rifornimento di energia costante e non troppo concentrato. In questo modo le cellule sono messe nelle condizioni migliori di lavoro ed è quindi possibile prevenire il calo della glicemia (concentrazione di zucchero nel sangue), che si verifica in condizioni di digiuno. L'ipoglicemia è responsabile della comparsa di numerosi disturbi, più o meno gravi, e inizialmente si manifesta con un senso generale di malessere lieve, scarsa capacità di concentrazione e difficoltà a proseguire le normali attività. Si consiglia, quindi, anche ai ragazzi del Parkour, di seguire una dieta equilibrata con alimenti soprattutto di origine vegetale e ricchi di carboidrati complessi e poco raffinati (pasta, pane, riso e cereali in genere, meglio se integrali), con un ridotto consumo di grassi e un adeguato apporto di proteine animali (carni, pesci, uova, formaggi) e vegetali (legumi e cereali), accompagnati da un abbondante consumo di acqua, frutta e verdure. Spesso i ragazzi pensano che sia necessario utilizzare energy drink a base di caffeina per aumentare l'attenzione e la prontezza di riflessi. È una falsa credenza: può essere invece nociva l'assunzione di tali bevande che può andare ad incidere negativamente sull'idratazione; quest'ultima deve essere, invece, mantenuta nel range ideale consumando almeno un litro e mezzo/ due litri di acqua al giorno, utilizzando all'occorrenza bevande idrico-saline che potenziano il processo di reidratazione.

«Per capire cosa è il Parkour si deve pensare alla differenza che c'è tra quello che è utile e quello che non è utile in eventuali situazioni di emergenza. Solo allora potrai capire ciò che è Parkour e ciò che non lo è.»
(David Belle)

Fonti bibliografiche:
  1. Dan Edwardes, "Parkour" - Volume 21 di Crabtree Contact - Crabtree Publishing Company, 2009;
  2. Rodney P. Carlisle, "Encyclopedia of PLAY in Today's Society", SAGE, 2009;
  3. Michael Atkinson and Kevin Young, "Deviance and Social Control in Sport" , 2008.

news  |  ricette  |  sport  |  benessere
condizioni di utilizzo  |     |  le tue idee  |  segnala ad un amico  |  registrati  |  contattaci  |  concorsi
Testata Registrata presso il Tribunale di Bologna. Registrazione numero 8253 del 5 luglio 2012 - Direttore Responsabile: Erika Bertossi
© 2017 - Hero Italia S.p.A. - P.IVA 00226750230