Non ricordi
la tua password?
USER PASSWORD Ricordami INVIA Registrati
  • banner2
  • banner3
news ricette sport benessere
 Trova il tuo Sport
Quanti sport conosci? E di quanti avresti sempre voluto conoscere le regole, le curiosità e il regime alimentare più corretto per praticarli? Leggi qui tutte le interviste ai medici specialisti del Comitato Scientifico.
 
ALTRI SPORT
 

Corsa su ciaspole

Il Freeride

L'Orienteering

Lo Shiatsu

La Pallapugno

La Back School

Il Wakeboard

La Ginnastica Artistica

Lo Stretching

Antigravity Yoga

Lo Squash

Il Taekwondo

Il Dodgeball

Triathleta e mamma

L'Arrampicata

La Zumba Fitness

La Maratona

Mountain Bike

Il Softball

Hockey su ghiaccio

Short Track

Il Curling

Il CrossFit

Indoor Cycling e metodo MAC ITALIA®

Il Nordic Walking

Il Kitesurf

Il Frisbee

Il Green Volley

Il Beach Tennis

Il Tai Chi

Il Triathlon

Lo Sci alpino

Le Ciaspole

Il Pilates

Il Golf

Surf e Windsurf

La Vela

Il Parkour

L'allenamento della forza e il potenziamento muscolare (2^ parte)

L'allenamento della forza e il potenziamento muscolare (1^ parte)

Il Canottaggio

Il Rugby

Il Pattinaggio

Lo Snowboard

Lo Sci di fondo

La Pallavolo

La Pallacanestro

L'Acquagym

Le Bocce

Il Calcio

Il Nuoto

Il Tennis

La Bicicletta

 
 
  La Vela

Chi lo pratica dice che:
"La vela è uno sport meraviglioso, erroneamente considerata "cosa da ricchi", la può praticare chiunque, persone disabili comprese. Basta una spiaggia, una piccola deriva e via, si è liberi di andare. E' anche l'unico sport dove un dilettante qualsiasi può misurarsi al massimo livello con i più grandi campioni: due fine settimana di corso e partecipavo già alla mia prima regata, due anni dopo ero su una barca a competere con velisti che avevano partecipato alla Coppa America. La vela infine è libertà, non c'è limite alla destinazione che puoi darti quando il tuo carburante è il vento."
Sergio Mistrorigo
Velista e blogger
www.velablog.com
Intervista al medico dello sport Michelangelo Giampietro

«Ragione e passione sono timone e vela della nostra anima navigante»
(Khalil Gibran - poeta, pittore e filosofo libanese)

In occasione della 40a Giornata Mondiale della Terra, sul lago di Bracciano è stata organizzata l'Earth Day Regatta, con grande successo di pubblico: oltre 400 persone hanno preso parte alla manifestazione, attratte da un evento che abbinava l'amore per lo sport a quello per l'ambiente. Lo sport della vela e la navigazione in genere, ha affascinato l'uomo fin dall'antichità, perché rappresenta un'avventura, una sfida, ispira voglia di conoscenza e libertà, permette un confronto e un rapporto diretto con il mare e con la natura. In Italia sono tantissime le scuole di vela presenti lungo tutte le coste della penisola e non solo. Cresce quotidianamente il numero di appassionati di nautica e di vela in particolare, che preparano, seguono, organizzano crociere o regate nei fine settimana con tempo buono o durante le vacanze estive. Quali sono le caratteristiche dell'attività velica e a chi è consigliata la pratica di questo sport?
La vela è sport ricco di tradizioni e storia. Nella sua moderna evoluzione, lo yachting è cresciuto fino ad abbracciare discipline molto diverse tra loro: dalle elevate prestazioni fisiche e tecniche del windsurf, dei catamarani e delle derive olimpiche fino alle dure imprese oceaniche, al gioco di squadra di una regata d'altura, alla mega-vela della Coppa America e alle sfide del Match Race. La vela può soddisfare molti perché offre a ciascuno la barca più adatta in funzione dell'età, del carattere, delle possibilità. Questa disciplina, ad esempio, può essere praticata come crociera, come regata d'altura, come regata di triangolo e, inoltre, si possono avere diversi ruoli e mansioni: tailer, prodiere, timoniere, timoniere da deriva, randista, grinder (nel caso di equipaggi di grandi regate d'altura). La vela è definita attività di destrezza con impegno muscolare posturale e direzionale, ovvero una disciplina sportiva nella quale la dote principale è l'efficienza psico-neuro-sensoriale, ma per eccellere è necessario un notevole lavoro fisico. Il velista, che conduce e dirige la barca, deve, infatti, sia agire sugli organi di comando, sia mettere in atto una determinata e corretta posizione per mantenere l'equilibrio sulla barca. È il lavoro muscolare di tipo posturale a prevalere. I sobbalzi e le sollecitazioni impongono, in particolare, un lavoro costituito da contrazioni, prevalentemente di tipo isometrico, che interessano gran parte della muscolatura corporea e che, in alcuni momenti, possono raggiungere, nei praticanti agonisti di questo sport, intensità realmente notevoli. La caratteristica più saliente di questa specialità sportiva è che sforzi intensissimi e molto brevi sono intervallati da periodi più o meno lunghi di recupero dalla fatica. Basti pensare al complesso lavoro che accompagna le manovre di regolazione delle vele. La disciplina della vela richiede allenamenti programmati che tengano in considerazione anche le più difficili condizioni atmosferiche: mare molto mosso e vento di notevole intensità. La vela è anche semplice divertimento, distrazione dall'ordinario, recupero dei ritmi biologici, un po' affogati dalla modernità e dai tempi frenetici della città. È stare con amici, conoscersi, conoscere l'ambiente. La vela è fantasia, avventura, conquista. La vela è adatta a tutti perché è uno sport ricco di variabili: per sua natura, per l'ambiente in cui ha luogo, per la diversità offerta dalle caratteristiche delle barche e per la possibilità di praticarla sia in singolo che in equipaggio.

Quante vele esistono? Quali sono le classi veliche e che differenze ci sono?
Ogni tipo di barca propone attività diverse: infatti la vela di chi naviga in crociera non è la stessa di chi fa vela in "deriva". Così viene scelta la barca a "dislocamento" da chi predilige viaggiare in crociera, mentre pratica la deriva chi cerca una attività più sportiva. E fra deriva e deriva ci sono tante differenze. Un timoniere di singolo, ad esempio, non assomiglia per carattere a chi fa equipaggio con altri. Nei cat, i multiscafi, la velocità condiziona altre doti e ne esalta altrettante. La tavola a vela, espressione di massima essenzialità di una barca, è un'altra vela ancora. Con basi strettamente comuni, le diverse imbarcazioni differenziano in modo netto le diverse categorie, rendendole discipline a se stanti, proprio per le particolarità tecniche di ogni barca. La classe velica di un'imbarcazione corrisponde all'insieme di regole, condizioni e vincoli posti alla costruzione e all'allestimento di imbarcazioni a vela, destinate a competere con altre barche simili o identiche, appartenenti alla stessa classe. Sono tantissime e vengono certificate dalla International Sailing Federation (ISAF). Sono raggruppate in Olimpiche, Derive, a Dislocamento, Multiscafi e Tavole a vela. La Classe Olimpica include attualmente 9 tipologie di imbarcazioni, che si distinguono dalle altre per essere ammesse, appunto, ai Giochi Olimpici: 470, 49er, Finn, Laser, Laser Radial, Neil Pryde Rs:X, Star, Tornado e Yngling. Tale lista viene aggiornata ogni anno principalmente per due motivi: 1. avvicinare il maggior numero possibile di persone a questo sport, tradizionalmente considerato elitario, ammettendo ai giochi tipologie di imbarcazioni meno costose; 2. aumentare la spettacolarità dello sport per attrarre l'interesse del pubblico e degli organi di stampa, come è stato con l'ammissione dei 49er: è la deriva a due persone a singolo scafo più veloce che c'è.

Il 15 maggio 2010 la sedicenne australiana Jessica Watson è diventata la persona più giovane a completare il giro del mondo in barca a vela in solitaria, senza scalo e senza assistenza. 210 giorni in mare e 42000 kilometri: partita da Sydney il 18 ottobre 2009, rotta verso est, doppiate le punte meridionali di America e Sudafrica. Migliaia di fan hanno seguito la sua impresa sul web. A che età si può cominciare un corso di vela? La preparazione fisica richiede particolari attenzioni ?
Lo sport velico può essere praticato dagli otto-dieci anni di età. A bordo dell'Optimist, la prima imbarcazione-scuola per eccellenza, i ragazzi apprendono con facilità i fondamentali della vela in tutta tranquillità e sicurezza. Si può continuare a praticarlo fino ad età avanzata, purché la si affronti con una adeguata preparazione psicofisica di base, una corretta tecnica, ma soprattutto con una giusta dose di prudenza, ovvero nella costante capacità di valutare oggettivamente il proprio stato fisico, in rapporto alle condizioni atmosferiche e alle proprie capacità tecniche. La vela è uno sport praticabile per molti anni in forma non agonistica e con una scelta opportuna del tipo di imbarcazione. Il diportista che esce in acqua nei fine settimana o durante le vacanze, col bel tempo e venti di media intensità, ha bisogno soltanto di una buona resistenza generale alla fatica e di un discreto tono muscolare più o meno come per altri "sport della domenica". La regata e la crociera impegnativa richiedono, invece, una preparazione ben maggiore, dato che l'individuo deve essere allenato alle condizioni di tempo duro e a una permanenza in mare prolungata. La vela agonistica è sì uno sport di destrezza, ma anche e soprattutto uno sport in cui le capacità condizionali (forza, resistenza e velocità) contribuiscono in maniera notevole al raggiungimento della prestazione. Questa dipende da un complesso di fattori diversi: la perfetta messa a punto del mezzo, l'esecuzione precisa della tecnica delle manovre e della conduzione della barca, le conoscenze teoriche di fisica, meteorologia e regolamento di regata, nonché la capacità di concentrazione e di analisi degli stimoli esterni controllando l'ansia e le proprie tensioni. Il risultato può, tuttavia, essere vanificato dall'insorgere della fatica, che impedisce l'esecuzione corretta di gesti tecnici coordinati e distrae la mente, facendo perdere lucidità e capacità di giuste scelte tattiche. La preparazione fisica nella vela richiede particolari attenzioni soprattutto nell'età dello sviluppo. Il giovane velista deve prepararsi atleticamente con attività multilaterali e altri sport e il suo livello di efficienza progredisce e si sviluppa man mano che migliora la tecnica e aumenta l'impegno agonistico. La programmazione dell'allenamento deve essere a lunga scadenza e divisa in più fasi, iniziando da un periodo di attività a carattere generale, volta a migliorare le qualità fisiche e lo sviluppo armonico. L'attività principale della prima fase è il lavoro in circuito (circuit training) che, richiedendo una continua modifica delle azioni motorie, stimola un continuo adattamento a situazioni nuove. Inoltre, determinando una condizione di affaticamento, permetterà di inserire a questo punto esercizi di equilibrio, coordinazione e agilità, per ricreare situazioni simili a quelle che si presentano in regata, come, ad esempio, le regolazioni della vela in caso di onde o comunque di instabilità del mezzo. Passando ad una preparazione più specifica, diventa molto importante curare il potenziamento dei settori muscolari più sollecitati: braccia, spalle, tronco, bacino. Si deve aver cura di evitare, però, sovraccarichi eccessivi finché l'organismo è in fase di accrescimento. È fondamentale ottenere un giusto equilibrio fra le varie componenti muscolari per evitare problemi al tratto lombare della colonna vertebrale, la cui sollecitazione raggiunge livelli molto elevati, venendosi a scaricare in esso tutte le azioni di forza nel mantenere la posizione alle cinghie. Per migliorare la resistenza, l'esercizio principale suggerito è la corsa prolungata (venticinque-trenta minuti); non si escludono, tuttavia, altre forme di allenamento per la resistenza che possano risultare più gradite o più facilmente realizzabili, quali nuoto, bicicletta, canottaggio, marcia veloce. Per aumentare la forza, si farà ricorso ad esercizi con sovraccarichi, facendo attenzione ai carichi sulla colonna vertebrale e sulle strutture muscolo-tendinee già sollecitate da una lunga permanenza in barca per allenamenti o regate. A questo proposito è indispensabile un tipo di preparazione strettamente individualizzato che tenga conto delle condizioni fisiche del momento, del periodo stagionale, del tipo di barca (deriva, singolo, doppio, tavolo a vela, catamarano, barca a bulbo…) e del ruolo che svolge (prodiere, timoniere…). Programma individualizzato, prudenza e attenzione nella scelta degli esercizi non significano allenarsi poco, ma al contrario poter giungere progressivamente a carichi di lavoro anche notevoli e ad un allenamento continuo durante tutto l'anno.

Qual è l'alimentazione ottimale per il velista? Ad esempio, come ci si prepara ad una regata?
Per tutti gli appassionati di vela, agonisti o semplici velisti di circolo, la preparazione alla partenza di una regata, o quando si mollano gli ormeggi anche solo per una semplice gita, determina una serie di controlli e manovre che segue un rito codificato negli anni. Le azioni da svolgere sono molteplici e normalmente rientrano in una serie di automatismi creatisi nel tempo e con l'esperienza. Preparare l'attrezzatura da indossare (stivali, guanti…), controllare l'attrezzatura della barca (dall'elettronica alle cime d'ormeggio, dall' ancora ai parabordi e quant'altro). Durante questa fase la tensione cresce, specialmente se navighi in singolo o se sei il comandante, ma è palpabile in tutti gli elementi dell'equipaggio. Il prodiere è attento e concentrato sulle manovre da mettere in ordine: braccio scotta, tangone, barber e vele di prua; il secondo e il terzo lavorano per mettere in ordine l'albero e la prua; il tailer sistema i carrelli e controlla le scotte; il randista prepara carrello e paranco; il timoniere controlla tutto: dalla prua al log, passando per tendi, strallo e orologio da polso. Ognuno avverte la tensione in maniera differente, perché si manifesta in maniera diversa, ma la gran parte delle persone canalizzano l'ansia sull'apparato digerente con sensazione di disagio, gonfiore, crampi addominali, nausea, vertigini, fino a vere e proprie coliche. Pertanto bisogna mettere l'intestino nelle migliori condizioni e minimizzare ogni condizione di fastidio. Questo deve essere l'obiettivo primario dell'alimentazione che precede la gara. Già dai giorni prima si dovrebbero, infatti, prediligere cibi facilmente digeribili, prevalentemente carboidrati complessi, pasta o riso, in piatti non elaborati e poco conditi esclusivamente con olio extra vergine di oliva preferibilmente aggiunto a crudo. Non bisogna, poi, dimenticarsi della giusta idratazione. L'esposizione al sole può risultare davvero molto intensa, considerando che lo specchio d'acqua riflette le radiazioni e che queste filtrano anche attraverso eventuali nubi. Per tale motivo, oltre alla corretta protezione con schermanti specifici per la fotoprotezione e filtri anti UV, scelti a seconda del fototipo e ovviamente resistenti all'acqua, è fondamentale seguire, nelle fasi di allenamento, un'alimentazione che consenta di raggiungere un equilibrio idrico ottimale. Il consiglio è quello di bere almeno 1,5- 2 litro di acqua al giorno. La dieta mediterranea, poi, è sicuramente adatta in questo senso: il consumo di almeno cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura di stagione copre pienamente il fabbisogno minerale e vitaminico necessario per preparare l'organismo ad affrontare, nella maniera più corretta, l'esposizione solare. Durante le gare, non devono mai mancare in barca le giuste scorte di acqua oppure bevande specifiche per il reintegro idrico-salino, per le regate che prevedono un maggior impegno fisico e/o tempi più lunghi o addirittura più giorni in mare. L'idratazione deve essere costante e graduale: consumare 500 ml di acqua o sport drink nei 30 minuti precedenti la competizione e poi circa 150 ml ogni 15-20 minuti, variando la frequenza anche a seconda delle condizioni atmosferiche. La disidratazione è il nemico numero uno in tutte quelle discipline in cui l'attenzione e la lucidità sono fondamentali per eccellere. Spesso l'orario della regata coincide con l'ora di pranzo e quando si va in mare non si sa mai quando si rientrerà. In questo caso, la colazione del giorno della regata deve essere un pasto sostanzioso e va consumato almeno tre ore prima della partenza. Preferire alimenti asciutti e secchi ed evitare latte e cappuccino. Scegliere invece tè o semplicemente acqua. Evitare brioches e cornetti con creme varie, biscotti e dolci farciti, favorendo fette biscottate oppure pane tostato con miele o marmellata. Anche una porzione di dolce da forno, tipo ciambellone o plum-cake, preparati ad esempio con lo yogurt. Si consiglia comunque di scegliere una colazione già "testata" in allenamento e di non assumere cibi mai provati prima di salire in barca. Si può optare anche per una colazione salata con toast al prosciutto cotto e tocchetti di parmigiano o grana. Bene la frutta, come mele e pere; non da tutti tollerate sono, invece, pesche, uva, susine e prugne. Gli imprevisti, poi, in uno sport fortemente dipendente dalle condizioni atmosferiche e del mare, sono sempre in agguato. Può capitare, talvolta, che non ci sia un filo di vento e che, quindi, la regata venga rinviata di qualche ora. Oppure casi in cui il comitato di regata dispone il campo molto distante dalla costa e si rischia di dover attendere in barca 6-7 ore. In questa fase di attesa il consiglio più indicato dal punto di vista nutrizionale è di non restare digiuni né appesantire lo stomaco. Durante la competizione e tra una prova e l'altra è preferibile assumere cibi che forniscano energia immediata, prevalentemente carboidrati: oltre alle bevande isotoniche che, oltre ai sali, contengono una quota di zuccheri, è bene consumare frutta, scegliendo tra la più "asciutta" oppure quella essiccata, barrette ai cereali, biscotti leggeri di quelli per bambini che si sciolgono in bocca o anche miele, gallette, crackers. Buon vento a tutti!

«La vela è una religione...ha i suoi riti. Se fa bello, fa bello. Se c'è vento, c'è vento. E se non c'è vento, si aspetta, si sorveglia. Hai fame, mangi. Hai sete, bevi. Ti prende sonno, dormi. È una scuola di pazienza»
(Bernard Moitessier – navigatore e scrittore francese, 1° a circumnavigare il globo senza scalo)

«Un grande pilota sa navigare anche con la vela rotta»
(Seneca)

Fonti bibliografiche:
1. Allen JB., De Jong MR, "Sailing and sports medicine: a literature review", British Journal of Sports Medicine 2006; 40 : 587-593.
2. AA.VV., Dossier "Navigando a vela", Sport & Medicina Luglio-Agosto 1994; 4: 24-47.
3. Burke LM., "Nutrition for open water sailing: an interview with Jeni Pearce, sports dietitian", Int J Sport Nutr Exerc Metab 2003;13:244_9.
4. Marchetti M., "Coppa America: la sfida per la medicina dello sport", Med Sport 2002; 55: 159-69.
5. Pearce J. "Just add water: specialist nutritional recommendations for off shore distance yachting events", J Sci Med Sport 2002;5:S83.
6. Shephard RJ., "Biology and medicine of sailing. An update" , Sports Med 1997 Jun; 23 (6): 350-356.

news  |  ricette  |  sport  |  benessere
condizioni di utilizzo  |     |  le tue idee  |  segnala ad un amico  |  registrati  |  contattaci  |  concorsi
Testata Registrata presso il Tribunale di Bologna. Registrazione numero 8253 del 5 luglio 2012 - Direttore Responsabile: Erika Bertossi
© 2017 - Hero Italia S.p.A. - P.IVA 00226750230