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  Surf e Windsurf

Chi pratica il Surf dice che:
"Pratico il surf da quasi una decina di anni, e non smetto mai di essere affascinato, e al tempo stesso affamato di onde. Mi piace anche diffondere questa passione, l'ho insegnato a mia moglie, ho convinto alcuni amici ad iniziare...Vorrei condividere un pensiero, tratto dal nostro sito:

La maggior parte della gente, specie se non lo conosce, ma anche praticanti e osservatori, vede il surf come uno sport. Trovo definirlo sport abbastanza limitativo, certo il surf può essere tranquillamente vissuto come sporto come hobby, nessuno lo vieta, ma per afferrarlo fino in fondo, per capire cos’è veramente, bisogna viverlo (ovviamente senza eccessivi fanatismi o correndo rischi inutili). Essere surfista, o meglio, essere un surfista completo non vuol dire solo praticare il surf, vuol dire vivere in quel mondo, avere quella mentalità, e avere un ottimo rapporto col mare, con la natura, con Dio, con la propria anima, con se stessi e col prossimo."
Jack
Surfista e webmaster di
www.surfproject.it
Intervista al medico dello sport Michelangelo Giampietro

Il Windsurf

Sull'onda dell'entusiasmo per gli sport velici, approfondiamo la disciplina della tavola a vela o windsurf. Di che attività si tratta e chi può praticarla?
Sotto un certo punto di vista, il windsurf può essere considerato la massima sintesi dell'imbarcazione a vela classicamente intesa, anche se presenta notevoli differenze. Essendo, infatti, uno scafo molto leggero, piccolo e con, proporzionalmente, una grande superficie velica, il windsurf può raggiungere velocità molto alte e permettere l'esecuzione di spettacolari evoluzioni acrobatiche. Come sport, il windsurf viene classificato tra le attività di destrezza con notevole impegno muscolare. Si può iniziare a praticarlo già dall'età di sei anni, soprattutto se si ha una buona confidenza con l'acqua e, nella maggior parte dei tantissimi circoli velici, presenti in Italia su tutto il litorale marino e non solo, c'è una sezione dedicata alla scuola del windsurf. Il windsurf ha una storia piuttosto recente: nato in California alla fine degli anni ‘60, ben presto si diffonde in Europa, dove ha un successo travolgente, soprattutto con l'introduzione del Mistral, primo modello leggero e maneggevole. Le prime uscite ufficiali del Mistral avvennero sul Lago di Garda, località turistica di fama internazionale, per cui, da lì, l'eco del windsurf raggiunse facilmente tutto il mondo. Molti non sanno che il windsurf si può praticare, infatti, anche sui laghi, soprattutto quelli caratterizzati da venti costanti, come i grandi laghi italiani: Lago di Como, Lago di Garda e Lago Maggiore. La classe Mistral, oggi sostituita dalla nuova RS:X, è quella che ha visto protagonista per anni la plurimedagliata Alessandra Sensini, oro a Sydney 2000. A metà anni ottanta, infatti, il windsurf diviene disciplina olimpica: ai Giochi di Los Angeles nel 1984 ci fu l'esordio per la categoria maschile, a Barcellona nel 1992 per quella femminile. A livello agonistico, come per la vela, esistono diverse classi e specialità, tra cui la già citata Mistral, oggi RS:X. Lo Slalom è la più praticata: consiste nell'andare avanti e indietro su uno specchio d'acqua, raggiungendo velocità di 70-80 km/h e compiendo delle velocissime manovre di virata, poiché il percorso, delimitato da due boe, ha una conformazione "ad otto". Specialità più spettacolari perché caratterizzate da salti, rotazioni ed evoluzioni sono il Freestyle e il Wave, che si praticano rispettivamente con acqua calma o quasi il primo e con onde e frangenti il secondo. Una classe di diretta derivazione dalla vela tradizionale è il Formula, che prevede veri e propri percorsi di regata a cui si applicano le stesse regole internazionali (Racing Rules of Sailing) valide per le imbarcazioni da regata, con qualche ovvia semplificazione. Si distingue per le velocità che si possono raggiungere in gara la classe Speed (o Velocità, appunto) che ha visto trionfare Andrea Baldini nell'Europeo 2009. In quell'occasione, la velocità raggiunta è stata di circa 40 nodi. Il record in questa specialità è di 49 kts (circa 90 km/h).

Quali sono le caratteristiche fisiche necessarie per praticare il windsurf? In cosa consistono preparazione fisica e allenamento per affrontare al meglio questo sport?
Nella pratica di questo sport è fondamentale la capacità di controllare e condurre il mezzo, cioè la tavola a vela, in relazione alle variazioni dell'ambiente e del clima. Eccellere in tale abilità, determina le migliori prestazioni tecnico-sportive. A seconda che il vento sia costante o rafficato, forte – medio – leggero, che l'onda sia lunga o corta, piccola – media – grossa , l'impegno muscolare varia notevolmente durante la conduzione del windsurf, in particolare in relazione alla fase della regata: partenza, giri di boa, navigazione di bolina, andature portanti, manovre e ingaggi…Ad esempio, in bolina, in condizione di brezza leggera, i gruppi muscolari di tronco e arti superiori sono prevalentemente impiegati per creare propulsione "pompando", mentre bacino e arti inferiori concorrono a determinare l'equilibrio del regatante, consentendogli di mantenere la rotta ideale e, laddove possibile, di spingere la tavola in avanti, assettandola sottovento. In caso di vento forte, invece, la tavola "pIana", cioè acquista velocità sufficiente per scivolare quasi "rimbalzando" sulla superficie dell'acqua e, talvolta, è difficilmente controllabile. Solo un lavoro armonioso e proporzionato di tutti i gruppi muscolari consente di mantenere un giusto assetto del corpo, mentre la corretta e mirata regolazione dell'attrezzatura nelle diverse andature, permette all'atleta di condurre il windsurf e di evitare la caduta, sempre in agguato, che comprometterebbe irrimediabilmente il risultato. L'allenamento è, pertanto, finalizzato all'acquisizione delle tecniche di conduzione della tavola e al potenziamento dei gruppi muscolari impegnati nell'affrontare le diverse manovre a seconda delle condizioni di vento e onde. Comprende, quindi, sia un importante lavoro motorio di preparazione "a secco" sia ovviamente l'attività in acqua.

Qual è l'alimentazione più corretta per il "windsurfer"?
Come già precedentemente sottolineato, mantenere equilibrio e assetto corretto sulla tavola è la base per poter condurre il windsurf. Pertanto, il peso corporeo nella pratica di questa disciplina è d'importanza fondamentale, perché anche solo lievi variazioni comportano uno spostamento del baricentro corporeo e un leggero sovrappeso si traduce in poca agilità e mobilità sulla tavola. Per questo motivo, l'alimentazione sarà rivolta a mantenere il peso nel range ideale a seconda delle caratteristiche individuali di ogni atleta, senza però creare dei deficit che impediscano a chi pratica di questo sport di avere le energie necessarie per compiere l'importante lavoro muscolare che il windsurf richiede. È importante, quindi, che l'alimentazione sia corretta, varia ed equilibrata e che rispetti le caratteristiche del modello alimentare mediterraneo, con abbondanti quantità di frutta e verdura, una prevalenza di cereali e alimenti ricchi in carboidrati complessi, più il giusto apporto di proteine sia animali (carne magra, pesce, latte, uova) che vegetali (cereali e legumi). Per affrontare in maniera corretta un'uscita in mare, una gara o comunque una giornata di windsurf, è consigliabile consumare un pasto completo almeno tre ore prima dell'impegno atletico; ciò assicura la completa digestione degli alimenti e la loro totale assimilazione con il conseguente apporto energetico, utile per affrontare gli sforzi e i vari stress (temperature elevate, umidità, fatica ecc. ). L'idratazione è l'altro aspetto dell'alimentazione da curare con una certa attenzione, soprattutto perché le mute e l'esposizione prolungata al sole comportano una notevole sudorazione con perdita di liquidi e sali minerali, soprattutto sodio. Per evitare cadute d'efficienza fisica e muscolare, dunque, è consigliabile bere acqua o, in caso di condizioni di umidità relativa molto elevata e di allenamenti prolungati (più di 60 minuti), assumere bevande specifiche per il reintegro idrico-salino, oppure preparare a casa lo stesso prodotto, diluendo un brick di succo di frutta con acqua fino ad ottenere un litro e aggiungere un pizzico di sale. Se l'atleta è nel periodo di preparazione che prevede una maggiore attenzione alle calorie totali introdotte per tornare al peso ideale, è possibile ricorrere a succhi diet. Anche al rientro dall'uscita in windsurf è consigliato reintegrare i liquidi persi durante tutto il tempo che si è stati in mare, sorseggiando lentamente acqua fresca, ma non fredda, per agevolarne l'assimilazione. Per sapere la quantità di acqua da assumere basta pesarsi prima e dopo l'allenamento. La quota necessaria sarà pari al peso perso più il 50%. Se, ad esempio, la perdita di liquidi ha causato una perdita di peso di 500 g, si dovranno bere 750 ml di acqua nelle ore successive l'allenamento oppure 1,5 litri, se il calo riscontrato è di 1 kg di peso corporeo.

Fonti bibliografiche:
1. Gollin M., Scotton C., "La programmazione dell'allenamento. Linee generali di progettazione dell'allenamento: l'esempio del windsurf olimpico", SdS - Scuola dello Sport, 2006; 71: 47-55;
2. Scotton C., "Una tavola olimpionica", Sport & Medicina, Marzo-Aprile 2005; 2: 39-45;
3. Scotton C., "Un metodo di allenamento specifico per la vela olimpica", SdS - Scuola dello Sport, 2008; 76: 53;
4. Riva D., Scotton C., Trevisson P., Ferraris L., "La gestione del disequilibrio nella vela". Scuola dello Sport, 2005; 64: 9.
5. Castagna O, Brisswalter J, Lacour JR, Vogiatzis I., "Physiological demands of different sailing techniques of the new Olympic windsurfing class.", Eur J Appl Physiol., 2008 Dec; 104 (6): 1061-7. Epub 2008 Sep 6.

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