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  Le Ciaspole

Chi lo pratica dice che:
"Il piacere delle ciaspole sta nella riscoperta, sportiva, di un antico strumento utilizzato per decenni per spostarsi nella stagione bianca. La montagna d'inverno assume un fascino diverso, tutto diviene candido, "morbido" e silenzioso. Lontano dal frastuono delle piste, lontano da chi sfreccia a uovo e soprattutto lontano da impianti di risalita e montagne disboscate le ciaspole permettono di vivere un'esperienza diversa. La soddisfazione della cima è unica, il divertimento della discesa indimenticabile. Uniche accortezze: informarsi sulla percorribilità degli itinerari, verificare la situazione del manto nevoso ed avvicinarsi a questa pratica con l'aiuto di un esperto."
Paolo Reale
Redazione di
www.ciaspole.net
Intervista al medico dello sport Michelangelo Giampietro

La voglia di neve si fa sentire? Per chi non sa sciare o per chi semplicemente ama percorrere paesaggi innevati ci sono le "ciaspole". Cosa sono?
Le ciaspole (o racchette da neve) erano anticamente gli unici "veicoli" di comunicazione tra un maso e l'altro o tra il maso disperso in montagna e il paese. Sono, infatti, uno strumento che consente di spostarsi a piedi sulla neve fresca senza troppe difficoltà. Si applicano direttamente sotto gli scarponi e permettono di procedere sul manto nevoso senza sprofondare, poiché aumentano la superficie d'appoggio e quindi anche il "galleggiamento". In passato erano realizzate con un'intelaiatura di vimini intrecciati, montata su un supporto ovale di legno. Oggi sono per lo più fabbricate con fibre sintetiche. Quelle racchette, rispolverate e rimodernate, tornano alla ribalta per creare l'atmosfera di tempi remoti durante le escursioni invernali sulla neve. Per facilitare la camminata, si utilizzano anche i bastoncini, simili a quelli utilizzati nello sci, che aiutano nella spinta. Il nome "ciaspole" è un termine del dialetto "noneso" (da Val di Non), che è entrato nel linguaggio comune dopo il successo de "La Ciaspolada", gara internazionale di corsa con le racchette da neve, che si svolge a Fondo, in Provincia di Trento, ogni giorno dell'Epifania da ormai 37 anni.
Le escursioni con le racchette da neve sono davvero un affascinante modo di scoprire la montagna d'inverno. Allacciàti gli attacchi, l'avventura può avere inizio: provare per credere! Su percorsi facili e sicuri è un'attività alla portata di tutti, anche di bambini di 8-10 anni. Si dice: "Se sai camminare, sai andare con le racchette". È però importante sottolineare che, se non si hanno le conoscenze sufficienti, andare in montagna d'inverno, senza l'aiuto di una guida, può essere un'attività sportiva rischiosa. Sulla neve sempre con prudenza! Vi sono, comunque, agenzie specializzate e pro loco nelle località di montagna che organizzano ciaspolate per i boschi per raggiungere chiesette isolate, frazioni sparse, rifugi. Qui, di solito, a guidare il gruppo c'è una guida alpina che conosce la montagna e i suoi pericoli e sa come comportarsi per essere sempre in piena sicurezza. In ogni caso, non è necessario salire ad alte quote per godere di emozioni indimenticabili. Basta una coltre nevosa su un sentiero battuto, una strada forestale a mezza montagna per vivere la straordinaria esperienza della natura ammantata di bianco.
Durante la stagione invernale si organizzano molte manifestazioni, agonistiche e non, di "corsa con le ciaspole", generalmente dette ciaspolate. Una tra le più note e più importanti a livello internazionale è la sopra citata Ciaspolada di Fondo (TN). La prima edizione risale al 1972. Il percorso è lungo attorno agli 8 km, tutti da percorrere rigorosamente con le ciaspole ai piedi. La gara è aperta non soltanto ai professionisti, ma anche ad amatori, tanto che la partenza, specie negli ultimi anni, è sempre affollatissima.

"Ciaspolando"…quante calorie si spendono?
Le escursioni con le "ciaspole", come il trekking estivo e lo sci alpinismo, sono uno sport invernale particolarmente benefico e distensivo, e anche poco costoso: come equipaggiamento, oltre a un normale abbigliamento impermeabile da montagna, servono solo racchette e bastoni, che si possono noleggiare. "Ciaspolare" è un efficace esercizio fisico dal punto di vista cardiorespiratorio e impiega i principali gruppi muscolari, soprattutto degli arti inferiori. Utilizzando i bastoncini lavorano anche spalle, busto e braccia.
La spesa energetica del camminare o marciare sulla neve dipende da numerosissimi fattori, tra cui sicuramente l'intensità dell'esercizio, quindi la velocità dell'andatura, ma anche l'altezza e lo stato del fondo nevoso (Grafici 1 e 2).
Stando ai risultati di due studi condotti dalla Ball State University e dalla University of Vermont, chi utilizza le ciaspole può bruciare tra le 420 kcal/ora, camminando lentamente su un terreno piano e compatto, e le 1000 kcal/ora, muovendosi sulla neve fresca in un terreno collinare alla velocità di circa 4 km/ora.
La tabella 1 mette a confronto il dispendio energetico (kcal/ora) di diversi sport invernali per un soggetto di 70 kg.

Grafico 1. (sinistra).
ispendio energetico in kcal/min di marcia con peso leggero (9kg) a due differenti velocità e in neve morbida di tre differenti spessori (modificato da Pandolf et al.).
Grafico 2 (destra).
Dispendio energetico in kcal/min, usando bastoncini da neve, con carico leggero (5 kg) e a velocità costante (3,7 km/ora), su neve compatta, mista o vergine (modificata da Rogers et al.).

Costo energetico misurato in vari sport invernali per un soggetto di 70 kg
Sci (discesa leggera) 500 kcal/ora
Sci (discesa vigorosa) 600 kcal/ora
Sci (fondo) 560-1020 kcal/ora
Pattinaggio su ghiaccio 420-700 kcal/ora
Tabella 1. Tratto e modificato da Passmore e Darwin, 1995 in Giampietro M, L’alimentazione per l’esercizio fisico e lo sport, Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, 2005.

Come bisogna comportarsi a tavola per proteggersi dal freddo?
Non ci sono né diete né alimenti specifici, poiché l'esposizione al freddo di per sé non accresce il fabbisogno di alcun nutriente. Il fabbisogno energetico è generalmente maggiore alle basse temperature, ma ciò dipende anche dal peso dell'indispensabile abbigliamento protettivo e dello zaino portato in spalla, nonché dal terreno impervio. Nella pianificazione di una spedizione sulla neve, è di primaria importanza assicurarsi di avere con sé quantitativi adeguati di cibo e acqua. La tolleranza al freddo, infatti, può essere migliorata con la giusta idratazione e con degli spuntini da consumare ogni 2-3 ore di attività svolta a basse temperature, meglio se prevalentemente a base di carboidrati, per prevenire l'affaticamento eccessivo. Per proteggersi dal freddo è fondamentale l'equilibrio idrico-salino dell'organismo. I liquidi devono essere introdotti soprattutto con acqua, ma anche tè, frutta fresca e succhi di frutta. Nel caso di impegni muscolari intensi e prolungati, preparare uno sport drink con 250 ml di succo di frutta, 750 ml di acqua e un pizzico di sale. È la formulazione ideale per reidratarsi e può essere personalizzato, scegliendo il gusto preferito e utilizzando prodotti dolcificati, anche per evitare eccessi nell'apporto energetico.

Fonti bibliografiche:
  1. Askew EW, "Nutrition and Performance Under Adverse Environmental Conditions" in Hickson J, Wolinski I, "Nutrition in Exercise and Sport". Boca Raton, FL, CRC Press, pp. 367-384. Tradotto in "Come nutrirsi al freddo" in Attività Fisica & Sport vol. 2 n°4.
  2. Pandolf KB, Haisman MF, Goldman RF, "Metabolic energy expenditure and terrain coefficients for walking on snow". Ergonomics; 19 (6): 683-690.
  3. Rogers TA, Buck AC, Klopping JC, "Studies on the energy cost of level cross-country travel in the Arctic". Arctic Aeromedical Laboratory. Ft Wainwright, Alaska. Technical Report AAL-TR-65-9.
  4. Connoly DA, "The Energy Expenditure of Snowshoeing in Packed Vs. Unpacked Snow at Low-Level Walking Speeds". Journal of Strength & Conditioning Research. 16(4):606-610, November 2002.
  5. Connolly DA, Henkin JA, Tyzbir RS. "Changes in selected fitness parameters following six weeks of snowshoe training". J Sports Med Phys Fitness. 2002 Mar; 42 (1) : 14-8.
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