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Quanti sport conosci? E di quanti avresti sempre voluto conoscere le regole, le curiosità e il regime alimentare più corretto per praticarli? Leggi qui tutte le interviste ai medici specialisti del Comitato Scientifico.
 
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  Lo Sci alpino

Chi lo pratica dice che:
""Ho cominciato a praticarlo nell’incomparabile cornice dolomitica della mia Val Badia: alla ricerca continua di stimoli personali, mi sono ritrovata immersa nella natura e nel silenzio, nella piena scoperta dei miei limiti, appagata nel bisogno di conoscermi sempre più profondamente, “ricaricata” da un senso di libertà che ha dato un valore aggiunto alla mia vita. Questo sport ti conduce nel bianco assoluto e nell’assenza di suono, fatta eccezione per il fruscio cadenzato dello sci sulla neve, qui la fatica diventa una sensazione piacevole perché è una scelta personale, non imposta. La natura in cui ci muoviamo ci è amica ed è parte del nostro benessere. Se lo sport è questo, sarebbe bello farlo diventare per i giovani non motivo di agonismo, ma essenza della qualità della vita, condivisa dalle famiglie e dalla scuola. Alla base dei successi nello sci alpino ci sono preparazione, metodo e i consigli dei tecnici, ma si vince soprattutto con la testa”. E di vittorie Maria ne ha collezionate parecchie, in diverse discipline: 140 nello sci di fondo, 1 Vasaloppet, 10 Marcialonga, 7 Dobbiaco-Cortina. In bicicletta: medaglia d’oro ai mondiali di cronometro a squadre, due argenti e due bronzi ai mondiali in linea, 2 Tour de France, 1 Giro d’Italia, 2 mondiali di MTB."
Maria Canins, sportiva a 360°
www.altabadia.org
Intervista al medico dello sport Michelangelo Giampietro

Sci alpino e Coppa del Mondo. Quali sono le discipline in cui si sfidano i più grandi sciatori del mondo per ambire all’agognata sfera di cristallo?
Lo sci alpino, la cui caratteristica fondamentale è quella di essere praticato su piste in pendenza, comprende specialità tecniche (lo slalom speciale e lo slalom gigante) e specialità veloci (la discesa libera e il supergigante). La Coppa del Mondo prevede anche gare “composte”: la combinata (discesa libera più due “manches” di slalom speciale, affrontate dagli sciatori in due giorni distinti) oppure, più spesso, la supercombinata (non inserita nelle competizioni olimpiche e composta da una mini-discesa libera e da una sola manche di slalom, disputate nella medesima giornata). La discesa libera e lo slalom speciale sono le discipline più antiche dello sci alpino, le altre sono evoluzioni di queste due.
La discesa libera è la più spettacolare tra le specialità dello sci alpino, poiché gli atleti possono superare anche i 130 km/h. Si tratta di una gara in cui gli sciatori scendono percorrendo un lungo e molto ripido tracciato, largo circa 20 metri, delimitato da porte molto distanti fra loro, con curve secche e difficili da affrontare in velocità. Chi pratica questa disciplina deve, quindi, avere massima capacità di concentrazione, abbinata ad una buona dose di coraggio, mista a spericolatezza. Tipicamente, una gara di discesa libera si svolge in un'unica manche e risulta vincitore lo sciatore che, senza saltare nessuna porta, completa il percorso nel tempo minore.
Lo slalom, che richiede grande agilità e un alto livello di tecnica, è una gara in cui gli sciatori devono passare attraverso una serie di porte ravvicinate, disposte su un tracciato che comporta curve ad arco stretto. Nello slalom gigante le curve hanno un raggio più ampio, poiché le porte sono poste a distanze maggiori e, quindi, la velocità di percorrenza risulta superiore allo speciale. Nel supergigante, detto anche brevemente Super-G, la lunghezza della pista, la distanza tra le porte, il raggio di curva e la velocità di percorrenza sono maggiori, sia rispetto allo slalom gigante, sia rispetto allo slalom speciale. Viene, quindi, ritenuto una disciplina veloce, insieme alla discesa libera.

Come ci si allena per affrontare nel migliore dei modi slalom e discese?
Prima di tutto è importante ricordare che l’esercizio fisico, svolto con regolarità durante tutto l’anno, avvantaggia sicuramente dal punto di vista atletico chi voglia affrontare attività stagionali, anche impegnative come lo sci.
Per finalizzare l’allenamento alla pratica dello sci alpino si possono svolgere alcune esercitazioni specifiche, sia durante la pratica degli altri sport sia con l’utilizzo di mezzi speciali.
Al fine di aumentare la resistenza fisica è bene svolgere “sport di durata”, come correre, nuotare o andare in bicicletta. Iniziare a ritmo molto blando e, mantenendo costante il tempo di esecuzione, aumentare gradualmente l’intensità. L’attività svolta pedalando, per esempio, consente di aumentare le capacità coordinative, l’abilità e la destrezza, richiedendo le stesse doti che uno sciatore deve avere per reagire alle diverse condizioni di terreno o di neve, che incontra su ogni pista. Inoltre, i muscoli della coscia e della gamba lavorano ripetendo piegamenti e distensioni con un angolo simile a quello che si realizza sugli sci, soprattutto nell’esecuzione delle curve. Percorrere inizialmente strade pianeggianti per poi passare a tragitti più impegnativi con salite e discese, aumentando l’andatura, permette di variare il ritmo di marcia e incrementare, oltre alla resistenza, anche la forza e la velocità.
Come già accennato, si possono anche attuare piccoli accorgimenti mirati durante la pratica di altri sport e, il tennis, tra questi, è molto amato dagli sciatori. Ecco, allora, cosa fare per sfruttare al massimo la pratica di questo sport:
- palleggio a fondo campo, con scambio alternato sulle fasce laterali del campo
- palleggio alternato con palle lunghe e corte
- correre sul posto durante le interruzioni di gioco
L’allenamento per incrementare, invece, la forza si può ottenere eseguendo, “a secco”, esercizi specifici che mimano gli atteggiamenti assunti sulla neve e l’esecuzione dei gesti tecnici tipici dello sci alpino:
- slalom: si può fare con dei pali da slalom, posizionati più vicini tra loro rispetto ai tracciati sulla neve o, più semplicemente, usando ostacoli naturali(alberi in un bosco, pineta o villa comunale) o anche artificiali, compresi i compagni di allenamento
- corse balzate: usando dei punti di riferimento, saltare fino ad arrivare alla semi-accosciata, possibilmente non avanzando mai in linea retta. Si può saltare alternativamente su di un arto e sull’altro, a piedi pari, prima solo su di un arto e successivamente sull’altro
- corsa con ostacoli: eseguire passaggi a piedi pari o alternati, curando la tecnica dei movimenti, anche quelli di braccia e busto
- corse in discesa: percorrere brevi tratti in velocità, con recuperi lunghi, a slalom, in diagonale a destra e a sinistra, oppure dritto lungo la massima pendenza, immaginando di essere sulla neve con gli sci ai piedi

Per lo sci alpino, quale alimentazione è consigliata?
Per chi si diletta con questo sport durante i week-end invernali e in settimana bianca, le raccomandazioni sono simili a quelle ricordate per lo sci di fondo, con qualche piccola differenza nelle quantità: lo sci alpino necessita di un apporto calorico giornaliero inferiore rispetto allo sci di fondo, perché comporta un minor dispendio energetico. Questa differenza è dovuta soprattutto alla durata dell’impegno atletico, che, nel caso del fondo, prevede tempi sicuramente più lunghi.
Per coloro che praticano lo sci alpino (come anche le altre discipline sportive) a livello agonistico, è importante ricordare di seguire sempre un’alimentazione completa, bilanciata, corretta e soprattutto modulata in funzione alla fase del programma di allenamento: preparazione atletica, recupero, gara. Seguire, invece, un regime nutrizionale “controllato” solo in prossimità dell’evento gara, non solo mette a rischio il raggiungimento del buon risultato nella singola prestazione, ma può comportare un danno per l’organismo dell’atleta. In altre parole, è necessaria una vera e propria preparazione nutrizionale da realizzare nell’arco dell’intera stagione sportiva.
Infine, un consiglio per chi è impegnato in gare di slalom speciale o gigante: effettuare un piccolo spuntino nell’intervallo tra una manche e l’altra (a volte può durare anche più di due ore!) e reintegrare costantemente le perdite idriche. L’alta quota e le basse temperature sono condizioni che influenzano notevolmente i meccanismi di termoregolazione attuati dall’organismo per mantenere la temperatura corporea in un range ottimale durante l’attività sportiva. Questo si traduce in un’aumentata necessità di idratazione, per cui gli atleti (ma anche gli sportivi amatoriali) devono avere a disposizione in pista scorte di acqua oppure di bevande specifiche per il reintegro idrico-salino, a seconda della durata dell’impegno fisico.

Il rischio di infortuni in questo sport è molto alto e l’educazione dello sciatore è il metodo migliore per prevenire incidenti sulle piste. “Avrò l'attrezzatura adatta?”, “Come si legge la segnaletica di sicurezza?”, “Quali sono le più importanti regole da seguire?” Come rispondere alle tante domande di chi vuole sciare in sicurezza?
Lo sci è uno sport dinamico, complesso, dove l'attrezzatura, l'ambiente di pratica, la preparazione psico-fisica e molti altri elementi concorrono nel creare possibili rischi per lo sciatore. Per tutto ciò che riguarda la sicurezza sugli sci, tante informazioni e importanti consigli sono contenuti nella guida 'Arriva la neve…usate la testa', pubblicata nel dicembre 2007 dall'UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e realizzata in collaborazione con Assosport (Associazione Nazionale fra i Produttori di Articolo Sportivi), F.I.S.I. (Federazione Italiana Sport Invernali), Istituto Superiore di Sanità e Pool Sci Italia. In particolare, la guida spiega come la sicurezza sulle piste non può prescindere da un comportamento adeguato, da una corretta segnaletica, dall’utilizzo di un casco e di attrezzature consone e di qualità. Contiene, quindi, il decalogo dello sciatore: 10 semplici regole (previste dalla legge 24 dicembre 2003, n.363) che devono essere rispettate dagli sciatori ai fini della sicurezza sulle piste.

Don’t worry, ski happy!

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