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  Lo Snowboard

Visto il crescente interesse che sta creando attorno a sé la più giovane disciplina della famiglia degli sport invernali, la cosiddetta “tavola su neve”, rispondiamo alle domande dei molti che si chiedono: cos’è lo snowboard e quali sono le differenze con lo sci?
Lo snowboarding, comunemente abbreviato in Italia “snowboard”, è uno sport di scivolamento che si pratica indossando un'unica tavola, di evidente derivazione da quella da surf. Esistono principalmente tre stili diversi: “freeride”, “freestyle” e “snowboard alpino”. I primi due sono molto simili e consistono nello scendere lungo le piste, eseguendo salti acrobatici e “trick” (una qualsiasi acrobazia o evoluzione compiuta con lo snowboard ai piedi), sfruttando, nel primo caso, le diverse conformazioni del terreno e, nel freestyle, usando gli attrezzi presenti negli “snowpark” appositamente progettati, cioè ringhiere, box, piattaforme, che sono stati ereditati dallo skateboarding metropolitano, altro sport con cui si trovano molte similitudini. Lo snowboard alpino è, invece, praticato su neve ben battuta (quindi sulle piste da sci) e richiede scarponi e tavole più rigide, maggiormente adatti alle velocità raggiunte in questo stile che, a livello agonistico, prevede prove di slalom.
Per quanto riguarda le differenze con le discipline sciistiche, la più evidente è la posizione di discesa che nello “snow” è detta stance position, cioè la posizione trasversale tipica del surf da onda. Questa comporta, ovviamente, una differente ricerca dell’equilibrio a seconda della morfologia del terreno e quindi l’interessamento di diversi fasci muscolari rispetto a quelli maggiormente utilizzati dagli sciatori, con maggior impiego, ad esempio, degli arti superiori. Poi, è lo spirito guida da cui è animato lo snowboard a differenziarlo maggiormente da tutti gli altri sport invernali: ha peculiarità acrobatiche e di gioco ed è espressione di puro divertimento. È forse questa la ragione del grande successo che tale sport riscuote soprattutto tra i giovanissimi. È disciplina olimpica dal 1998, ma molti professionisti non partecipano ai Giochi Invernali proprio per la natura anticonformista e fuori da ogni regola di questa attività dal carattere libero, molto personale e senza vincoli, che rappresenta, per alcuni, un vero e proprio stile di vita.

Un errore comune del neofita di qualsiasi sport è quello di pensare che solo l’atleta o l’agonista, che pratica ad un livello quasi esasperato una determinata disciplina, abbia veramente bisogno di una corretta e mirata preparazione atletica. In realtà, l’allenamento specifico costituisce un elemento essenziale soprattutto per la prevenzione dei traumi, purtroppo frequenti negli sport ad alto livello di spericolatezza. Quali sono le capacità da sviluppare per chi vuole diventare un buon “rider” e compiere le più svariate evoluzioni sulle piste in tutta sicurezza?
Ai fini di una valida preparazione atletica è necessario considerare numerosi fattori individuali tra cui l’età, il sesso e la condizione fisica iniziale. Premesso, quindi, che quanto più il programma d’allenamento sarà mirato e personalizzato tanto più sarà facile raggiungere i risultati sperati, è di fondamentale importanza e non va trascurato il potenziamento delle capacità di coordinazione in situazioni di destrezza. Sono, infatti, queste le abilità indispensabili di base per organizzare e regolare il movimento e il gesto tecnico tipico dello snowboard. A questo punto, acquisita la giusta tecnica di guida della tavola, prima di lanciarsi in evoluzioni ed acrobazie mozzafiato, il rider dovrà affinare sensibilità propriocettiva e flessibilità, particolarmente utili ai fini della prevenzione di incidenti e traumi. Le esercitazioni che incrementano la propriocettività permettono, infatti, di avvertire, analizzare e riorganizzare gli stimoli provenienti dal contatto piede-scarpone-tavola-neve, e di ottenere, quindi, risposte motorie più idonee e movimenti più sicuri. Per migliorare l’elasticità muscolare e articolare e la flessibilità (capacità di eseguire il massimo excursus al massimo delle proprie potenzialità fisiologiche) una metodica efficace può essere rappresentata dallo stretching, attività preparatoria di allungamento muscolare, che andrebbe introdotta in ogni corretto programma di attività fisica. Un muscolo più lungo e più elastico si contrae più rapidamente, torna prima alla condizione di base e consente allo “snowboarder” di correggere prontamente i movimenti nel corso della loro esecuzione, evitando brutte cadute.

Dieta e tolleranza al freddo. Quali fonti energetiche e quali nutrienti preferire alle basse temperature?
Prevenire i danni dell’ipotermia è fondamentale per chi pratica sport in alta quota. A tale scopo è utile un adeguato apporto energetico attraverso una corretta distribuzione di nutrienti che, ancora una volta, deve seguire la proporzione tipica dell’alimentazione mediterranea: 10-15% di proteine, 25-30% di lipidi e 55-60% di carboidrati. In passato, l’indagine delle abitudini alimentari delle popolazioni montane e delle regioni nordiche avevano fatto sorgere l’erronea convinzione che diete particolarmente ricche di alimenti proteici oppure con elevate quote lipidiche fossero in grado di aumentare significativamente la fisiologica tolleranza al freddo. Le conclusioni di studi effettuati in particolare su soggetti che praticano discipline sportive a basse temperature hanno permesso di stabilire, invece, che un’alimentazione iperglicidica risulta più adeguata, anche in questo caso.
Per proteggersi dal freddo è, inoltre, fondamentale l’equilibrio idrico-salino dell’organismo. Reintegrare, quindi, sempre le perdite di liquidi con acqua, tè, frutta fresca e succhi di frutta. Nel caso di impegni muscolari intensi e prolungati prepararsi una bibita ad hoc con 250 ml di succo di frutta, 750 ml di acqua e un pizzico di sale. È la formulazione dello sport drink ideale per reidratarsi e che può essere personalizzato, scegliendo il gusto preferito e utilizzando prodotti dolcificati, anche per evitare eccessi nell’apporto energetico.

Un consiglio in più?
Non solo per i “riders” ma per tutti coloro che si dedicano ad attività sportive in alta quota, si raccomanda un’attenzione particolare alla fotoprotezione, visto che in tali casi l’esposizione solare può risultare molto intensa, perché la neve riflette l’85% delle radiazioni ed il riverbero espone alla sua azione anche nelle zone d’ombra. Si consiglia, pertanto, l’uso di schermanti resistenti all’acqua e alla neve e soprattutto specifici per il proprio fototipo. Non bisogna, poi, sottovalutare l’importanza di applicare la protezione anche nei giorni nuvolosi, nei quali si potrebbe incorrere in quest’errore, data la riduzione dell’effetto termico degli infrarossi. Non avvertendo la sensazione di calore, si è portati naturalmente a prolungare la durata dell’esposizione al sole e, di conseguenza, la quantità di radiazioni accumulata sarà molto alta.

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