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Quanti sport conosci? E di quanti avresti sempre voluto conoscere le regole, le curiosità e il regime alimentare più corretto per praticarli? Leggi qui tutte le interviste ai medici specialisti del Comitato Scientifico.
 
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  La Ginnastica Artistica

La ginnastica artistica è una disciplina a carattere agonistico-spettacolare, che si compone di esercizi sui grandi attrezzi e di esercizi a corpo libero. Esistono sei specialità negli uomini (parallele, anelli, sbarra, cavallo con maniglie, volteggio al cavallo e corpo libero) e quattro specialità per le donne (parallele asimmetriche, trave, volteggio al cavallo e corpo libero). Le gare prevedono che l'atleta esegua, per ognuna delle sei o quattro specialità, una progressione di movimenti con difficoltà crescente. Le progressioni vengono valutate da una giuria.

A che età si può cominciare a praticare la ginnastica artistica?
È possibile iniziare la pratica di questa disciplina sportiva fin da piccolissimi, all'età di appena tre anni. Il bambino imparerà a conoscere gli attrezzi e i primi elementi motori tipici di questa disciplina, nell'ambito di programmi di “giocomotricità”, cioè attività che tendono a stimolare la libera espressione motoria. Nei primi anni, fino ai 6 anni di età, l'obiettivo principale è conoscere il proprio schema corporeo, sia tra le varie parti del corpo stesso sia, soprattutto, nella distribuzione spaziale. Successivamente, nella fascia d'età dai 6 agli 8 anni, si comincia un programma di allenamento specifico con l'apprendimento degli esercizi a corpo libero e gli elementi di pre-acrobatica quali, ad esempio, la ruota, la verticale, il ponte, nonché gli elementi di base eseguiti con i grandi attrezzi. Affinare la conoscenza del proprio schema corporeo e saperla applicare nelle varie situazioni richieste dalla disciplina sportiva, è il compito principale degli atleti tra i 7 e i 12 anni, che si alleneranno anche per migliorare la propria coordinazione e mobilità articolare.

Quali sono i benefici per chi pratica questa disciplina?
In questa attività, vengono privilegiate doti quali l'equilibrio, la forza, la coordinazione, la destrezza, la scioltezza, la velocità e il senso del ritmo, mezzi fondamentali per la costruzione di uno schema motorio adatto allo svolgimento di qualsiasi altra disciplina sportiva. Spesso, infatti, i programmi di educazione fisica che si praticano a scuola prevedono l'apprendimento degli elementi base di questa disciplina. La ginnastica artistica viene definito uno sport di destrezza, in quanto la dote principale è quella coordinativa e la destrezza, in quest'ottica, occupa una posizione particolare tra le varie qualità fisiche. La destrezza è la capacità che permette di eseguire movimenti complessi con grande precisione e rapidità. Questa disciplina consente di apprendere e perfezionare abilità motorie che rendono l'atleta in grado di modulare opportunamente ogni singolo movimento secondo le diverse esigenze. Soprattutto se praticato da giovanissimi, favorisce l'accrescimento armonico della muscolatura, acuisce i riflessi e la coordinazione, potenzia la mobilità e la scioltezza dei movimenti, rinforza la struttura ossea, migliora la postura, stimola la creatività e l'autodisciplina, migliora l'autostima.

Perché c'è un'alta prevalenza di disturbi del comportamento alimentare tra gli atleti della ginnastica artistica?
La componente estetica della ginnastica artistica ricopre un ruolo fondamentale nell'attribuzione dei punteggi di gara e nella corretta esecuzione del gesto tecnico e ciò rende gli atleti che la praticano più vulnerabili verso alcuni fattori di rischio in grado di determinare la comparsa di patologie, quali anoressia e bulimia. Tra questi, ad esempio, la necessità di avere un corpo esile e leggero, che allo stesso tempo sia in grado di sostenere programmi di allenamento impegnativi e prestazioni atletiche di elevato livello. Inoltre, la tensione nervosa legata alle competizioni e alla ricerca della perfezione può costituire un fattore predisponente. Spesso può essere rilevante anche l'inizio precoce della specializzazione sportiva, tanto più se avvenuta in età precedente l'inizio della pubertà, quando ancora non è possibile definire con esattezza le caratteristiche morfologiche che l'atleta avrà ad accrescimento e maturazione biologica terminati. Ciò che si può fare per contrastare questi disturbi è evitare di dare eccessiva importanza al peso corporeo e di conseguenza intraprendere percorsi di restrizione energetica senza una valida e corretta consulenza nutrizionale, che tenga conto non solo delle caratteristiche individuali, ma anche dei programmi e delle fasi di allenamento. Se è pur vero che la ginnastica artistica e nello specifico i gesti tecnici che ne compongono i programmi di gara, permettono prestazioni di gran lunga superiori ad atleti con determinate caratteristiche morfologiche, è innegabile che gli atleti dotati per natura di tale conformazione fisica difficilmente incorreranno in disturbi del comportamento alimentare, rispetto a chi al contrario rincorrerà costantemente un modello ideale spesso irraggiungibile.

Qual è il consiglio alimentare che non deve mai dimenticare un atleta che pratica la ginnastica artistica?
Non saltare mai i pasti e non escludere nessun alimento dalla propria alimentazione, senza però esagerare nelle quantità, considerando che tale disciplina non richiede un dispendio energetico particolarmente elevato. La giornata alimentare va poi organizzata in modo da sostenere il lavoro fisico. Se l'allenamento si svolge nelle prime ore del pomeriggio, soprattutto nel caso dei ragazzi che frequentano la scuola, si deve prevedere uno spuntino più abbondante a metà mattina e un pranzo leggero, con un primo piatto a base di pasta o riso con condimenti semplici, in modo da non prolungare eccessivamente i processi digestivi. Gli allenamenti che si protraggono oltre i 60 minuti di attività, richiedono, oltre al fondamentale rifornimento di acqua, anche l'integrazione di piccole quote energetiche che si possono ottenere con il consumo di bevande idrico-saline oppure piccoli snack facilmente digeribili come frutta fresca e/o essiccata, biscotti leggeri, dolci da forno non farciti…piccole quantità, tali da poter essere assunte nelle pause tra una sessione e l'altra, senza appesantire l'apparato gastro-intestinale. La cena migliore dopo un allenamento è un pasto completo, composto da una piccola porzione di primo piatto, ad esempio, a base di cereali e legumi, un secondo di carne o, in alternativa, pesce oppure formaggio o uova, un'abbondante porzione di verdura cruda o cotta, frutta ed eventualmente anche una piccola porzione di dolce.

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