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  La Back School

Intervista al prof. B. Toso
"Protagonista dell'intervista sulla Back School, il Professor Benedetto Toso, docente di Posturologia ed attività motoria preventiva e compensativa presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università Cattolica di Milano. Inoltre, è docente del Master in Posturologia presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Vive e lavora a Cusano Milanino dove ha fondato la "Milanino Back School": dal 1972 è all'avanguardia nella cura delle algie e patologie vertebrali e sede di tirocinio didattico per gli studenti universitari. In oltre 200 corsi, in numerose palestre e strutture ospedaliere, su tutto il territorio nazionale ha proposto il programma della moderna Back School agli insegnanti di educazione fisica e ai fisioterapisti. www.backschool.it
Quali sono le origini della Back School?
La prima Back School (scuola della schiena) è stata la Swedish Back School: è stata ideata nel 1969 da Mariane Zachrisson-Forssel, fisioterapista del reparto di chirurgia ortopedica del Danderyd Hospital di Stoccolma. È sorta per ridurre l'elevata incidenza e i costi sociali della lombalgia. Grazie ai risultati positivi la Back School si è diffusa ampiamente, prima nei Paesi Scandinavi, poi è stata introdotta anche negli Stati Uniti, in Australia e negli altri stati europei. La moderna Back School comunque trae origine dalla sintesi delle diverse Back Schools: svedese, americana e neozelandese. I metodi tradizionali di rieducazione proposti da Williams, Cailliet e Charrière, vengono completati con l'apporto dei moderni metodi di chinesiterapia: terapia meccanica di Mckenzie, metodo Feldenkrais, metodo Mézières, Rieducazione posturale globale di Souchard, metodo Alexander, metodo dei riflessi posturali, Recupero Funzionale, Work Hardening, Verrouillage, Stabilizzazione della colonna dorsolombare, Meccanismo protettivo lombare, Rieducazione propriocettiva, Idrochinesiterapia, Bioenergetica. Tanti autori, tanti metodi, tante teorie: gli autori che li hanno proposti meritano attenzione perché hanno dedicato il loro studio e il loro lavoro al trattamento dei dolori vertebrali: tutti hanno cercato la verità senza raggiungerla al 100%. Di conseguenza è limitativo affidarsi solo ad un metodo. L'insegnante della Back School non si affida solo ad un metodo, ma lo sceglie secondo l'obiettivo da raggiungere o le necessità del soggetto.
Quando si è avvicinato alla Back School?
Completati gli studi nel 1972 ho cominciato ad occuparmi di algie e patologie vertebrali; prendermi cura di persone sofferenti di algie mi ha appassionato e dato tante soddisfazioni: "Togliere il dolore è un po' dare la gioia". A partire dal 1980 ho dato il nome di Milanino Back School alla palestra in cui già lavoravo dal 1972. A partire dal 1992, in oltre 220 corsi su tutto il territorio nazionale, ho proposto il programma della moderna Back School agli insegnanti di educazione fisica e ai fisioterapisti. I corsi fanno parte del programma nazionale per la formazione degli operatori della Sanità (Educazione Continua in Medicina). In seguito ai corsi sono sorte numerosissime Back School: Assisi Back School, Alghero Back School, Cagliari Back School, Messina Back School, Mestre Back School, Sanremo Back School, Taranto Back School, Trento Back School, Udine Back School, Vibo Back School…Nel 2004 ho fondato l'Associazione Back School che unisce tutte le Scuole della Schiena che utilizzano il programma esposto in questo libro. Nel 2012 l'Associazione Back School si è trasformata in Back School – Programma Toso.
A chi consiglia di praticare la scuola della schiena? C'è un'età di riferimento? E' importante la fase dello sviluppo?
Consiglio di iniziare dalla scuola dell'obbligo, quando la colonna vertebrale è ancora integra: non si va a scuola guida quando si è già fatto l'incidente, ma lo si previene imparando come comportarsi. Sono molti infatti i bimbi che soffrono di lombalgie, una conseguenza della vita sedentaria e degli zaini molto pesanti: già nelle scuole elementari molti alunni ne soffrono; l'incidenza del mal di schiena aumenta nelle scuole medie fino a raggiungere quella dell'età adulta nelle scuole superiori. Di conseguenza si comprende come sia importante attuare una adeguata azione educativa e preventiva nella scuola: è bene che gli studenti stiano meno seduti e meglio seduti, evitando la seduta passiva e attuando una seduta attiva; occorre che imparino a riempire, sollevare e trasportare correttamente lo zaino scolastico; per completare l'azione preventiva è bene che imparino fin piccoli a controllare l'ansia e la tensione eccessiva con una respirazione corretta (già molti bambini in conseguenza di stress emotivi, presentano difficoltà a respirare e non usano correttamente il diaframma).
Per chi non è indicata?
La Back School non è indicata in presenza di patologie gravi come fratture, tumori, infezioni, gravi sintomi neurologici. Sono patologie che possono presentarsi come mal di schiena e vengono evidenziate prontamente dal medico per la presenza di segnali, chiamati "semafori rossi". In tali casi, per fortuna rari (solamente un paziente su 200), il trattamento è medico o chirurgico; la Back School può intervenire solo in una fase successiva di riabilitazione.
Perchè la Back School è considerata rivoluzionaria?
La Back School è in un certo senso rivoluzionaria perché permette di passare da un trattamento passivo a un trattamento attivo, cioè rende il soggetto che soffre di lombalgia non più passivo esecutore di prescrizioni mediche, ma attivo e cosciente protagonista del suo trattamento. Egli che è la prima persona interessata diventa anche il primo responsabile:conosce la sua colonna vertebrale, com'è fatta e come funziona e sa qual è il meccanismo che produce i dolore; usa correttamente la colonna vertebrale nelle posizioni e nei movimenti quotidiani; conosce ed esegue regolarmente gli esercizi utili per prevenire e combattere il dolore; sa effettuare i giusti compensi; conosce gli esercizi utili per colmare le proprie carenze di mobilità, di elasticità o di forza; per mezzo delle tecniche di rilassamento impara a gestire la propria ansia e le proprie tensioni; completa l'azione preventiva con un corretto stile di vita e con la consuetudine a svolgere attività motorie. Il soggetto così preparato acquisisce un atteggiamento di fiducia con la capacità di autogestire i suoi problemi di salute attraverso un impegno personale.
Quali i benefici immediati e quelli a lungo termine?
Chi è bloccato dal mal di schiena, non riesce a compiere i movimenti più semplici come lavarsi, vestirsi e fa fatica a star seduto; è bello fargli sperimentare che può lavarsi ed eseguire gli altri movimenti senza aggravare il dolore facendoli correttamente, può star seduto senza dolore assumendo la posizione corretta. Il dolore acuto è una guida: insorge e aumenta nelle posture e nei movimenti scorretti, si riduce nelle posture e nei movimenti corretti che rispettano le benefiche curve fisiologiche della colonna. In presenza di dolore cronico la Back School è impareggiabile. Finché il soggetto il soggetto passa da una terapia passiva all'altra, si accorge che il dolore non passa o si riduce solo momentaneamente; poi finalmente scopre questa disciplina e diventa attivo: riesce a eliminare i fattori di rischio e i circoli viziosi che rendono il dolore cronico.
Una volta imparati gli esercizi, è possibile praticare in autonomia?
All'inizio il soggetto è guidato e subito impara a controllare il dolore con movimenti corretti. Il percorso è così organizzato: la prima seduta consiste nell' esame della postura che è fondamentale per formulare il programma di lavoro personalizzato, poi ci sono delle lezioni individuali (di solito sono 5). Vengono date le nozioni essenziali riguardanti l'anatomia e la fisiologia della colonna vertebrale che permettono di comprendere qual è il meccanismo che produce il dolore ed evitare di azionarlo , poi vengono insegnati gli esercizi per imparare ad usare correttamente la colonna e quelli mirati per ridurre il dolore. Da non sottovalutare gli effetti sulla schiena e sul collo di ansia e respirazione. L'obiettivo fondamentale della moderna Back School è di acquisire la capacità di controllare la postura e il respiro non solo durante gli esercizi ma in tutte le 24 ore. Questa strategia è semplice ed efficace per prevenire e curare il dolore, per controllare l'ansia e la tensione eccessiva.
Ci fa un esempio di esercizio da praticare?
In posizione seduta di fianco a uno specchio appoggiare le mani sul bacino e provare a ruotarlo avanti e indietro. Prendere coscienza di come variano i contatti del bacino con il piano del sedile: si percepisce che ruotando il bacino in avanti il peso si sposta sulle tuberosità ischiatiche (dette più brevemente "ischi"), ruotando il bacino indietro il peso si sposta sul coccige. Allo specchio è possibile osservare che la curva della regione lombare del rachide varia modificando l'atteggiamento del bacino: ruotando il bacino in avanti (stando seduti sugli "ischi") si riforma la lordosi fisiologica, cioè la regione lombare diventa concava; se la rotazione del bacino in avanti viene forzata la lordosi appare accentuata; ruotando il bacino indietro gradualmente la lordosi si riduce, poi si rettifica ed infine quando il peso si sposta sul coccige si inverte, da concava diventa convessa assumendo un atteggiamento di cifosi lombare. Durante l'esecuzione dell'esercizio è possibile percepire che, quando ci si rilassa, la posizione seduta favorisce la rotazione del bacino all'indietro, la colonna vertebrale si curva assumendo un atteggiamento di cifosi totale e la testa viene sollecitata a spostarsi in avanti. Saper eseguire la rotazione del bacino in avanti permette di acquisire la capacità di mantenere le curve fisiologiche, condizione indispensabile per evitare i danni della posizione seduta prolungata. Per assumere la posizione corretta è un buon accorgimento forzare la rotazione in avanti del bacino e poi rilasciarla leggermente, mantenendo il peso sugli "ischi". Queste ossa in inglese vengono chiamate "sitting bones" (ossa per sedersi). Infatti, stare in appoggio su di esse, consente di dare stabilità al bacino e mantenere le giuste curve fisiologiche. Di conseguenza occorre evitare di sedersi sul coccige.
"
Benedetto Toso
Intervista a Simone Soldani

Cos'è la Back School?
Alzi la mano chi di voi non ha mai sofferto di mal di schiena, penso che solo i più fortunati possano tenerla in tasca, gli altri… Si perché i dolori vertebrali sono talmente diffusi da essere stati definiti come uno dei mali del 900'.
Nei paesi industrializzati ben l'80% della popolazione adulta soffre di lombalgia, dolore che si manifesta nel tratto lombare.
Non sbaglio nell'affermare che quasi tutte le persone, presto o tardi, soffriranno di mal di schiena almeno una volta nella vita.
Uniche sono le persone e anche unici sono i loro mali.
Ciò significa che una lombalgia non può essere uguale ad un'altra, quindi per ognuno varia la frequenza e l'intensità del dolore: c'è chi soffre (o ha sofferto) di un lieve fastidio momentaneo, chi invece manifesta una disabilità permanente che lo limita notevolmente nello svolgere le attività del quotidiano.
A tutto questo viene in aiuto la Back School, che letteralmente significa scuola della schiena e unisce i contributi della medicina, dell'ergonomia, della psicologia e dell'educazione alla salute per prevenire e curare i dolori vertebrali.
La Back School è una scuola in cui trovano spazio diverse metodiche di lavoro.
La terapia meccanica di McKenzie, il metodo Mèzières, il Verrouillage, il metodo Alexander e molti altri ancora.
Molti metodi di lavoro, che solo l'insegnante preparato e attento può integrare per ottenere i maggiori benefici nei suoi allievi.
La Back School rende la persona che soffre di dolori vertebrali protagonista del proprio processo di guarigione e non più (come spesso ancora oggi accade) un semplice esecutore passivo di cure prescritte dai professionisti della salute.
Il soggetto sofferente che è la prima persona interessata, diventa anche il primo responsabile della propria salute.

Dove e quando nasce ?
La prima è stata la Swedish Back School, nata nel 1969, per opera di Mariane Zachrisson-Forssel, fisioterapista del reparto di chirurgia ortopedica del Danderyd Hospital di Stoccolma.
Ottenendo dei risultati positivi, la scuola svedese ha sostituito in maniera sempre crescente le precedenti metodiche che venivano utilizzate nei trattamenti per curare le lombalgie.
Nel corso degli anni la Back School si diffonde sempre più nei paesi scandinavi, approda negli Stati Uniti, arriva anche in Australia e finalmente a partire dagli anni 80' nascono le prime scuole di Back School anche in Italia, dove uno dei primi ad occuparsi di questa disciplina è il professor Toso.

Cosa sono i 6 cardini fondamentali? In Italia la scuola che riscuote il maggior successo è la Back School del professor Toso.
Essa si basa su di un programma di prevenzione e terapia dei dolori vertebrali basata su 6 cardini fondamentali.

Primo cardine: informazione
L'insegnante di Back School per informare adeguatamente i suoi allievi deve raggiungere i seguenti obiettivi: -far conoscere la colonna vertebrale e le relative sue funzioni; -far capire l'importanza delle curve fisiologiche; -far conoscere i valori di pressione intradiscale.
Rachide e colonna vertebrale Una prima distinzione che bisogna conoscere è quella tra rachide e colonna vertebrale.
La prima è costituita da una componente scheletrica e dai muscoli relativi, la seconda è formata da un insieme di 34-35 ossa corte, le vertebre, disposte secondo un ordine ben preciso.
Le vertebre sono suddivise in 5 gruppi: cervicali (7 vertebre), toraciche (12 vertebre), lombari (5 vertebre), sacrali (5 vertebre che si fondono a formare l'osso sacro) e coccigee (3-4 che si fondono a formare il coccige).
Funzioni colonna vertebrale La funzione della colonna vertebrale non è solamente quella di sostenere il capo, il tronco e gli arti superiori, ma anche quella di proteggere il midollo spinale che è presente a livello del canale vertebrale ed infine permettere il movimento della testa e del tronco nei diversi piani dello spazio (sagittale, frontale e orizzontale).
Dischi intervertebrali I corpi vertebrali sono uniti gli uni agli altri (a eccezione del tratto sacrale e coccigeo) mediante i dischi intervertebrali.
Tali strutture sono costituite al centro da un nucleo polposo, circondato da un anello fibroso.
I dischi intervertebrali hanno la funzione di assorbire le pressioni e gli urti presenti tra una vertebra e l'altra.
Nachemson ha svolto uno studio per conoscere i valori di pressione presenti all'interno del 3° disco lombare, in diverse posizioni assunte dai soggetti.
E' emerso che una persona quando si trova in posizione supina con gli arti inferiori estesi il suo disco presenta un carico pari a 45 kg.
Se la stessa persona si trova in stazione eretta il carico raggiunge gli 80 kg, durante invece la posizione seduta (mantenendo le adeguate curve fisiologiche della colonna vertebrale) il valore raggiunge i ben 112 kg! E' strano pensare che durante il mantenimento di posture che tutti i giorni assumiamo, si possano raggiungere (su alcuni dischi intervertebrali) valori di molto superiore al nostro peso corporeo, ma è così.
Quando la colonna vertebrale è in posizione neutra (né in flessione né in estensione), Kapandji ci dice che il nucleo polposo si trova a 4/10 dal margine anteriore del disco intervertebrale e a 2/10 dal margine posteriore, questo significa che il nucleo polposo non è posto esattamente al centro del disco intervertebrale, ma è di poco arretrato.
Durante i movimenti della colonna vertebrale il nucleo polposo si muove, nelle flessioni arretra avvicinandosi al margine posteriore, nelle estensioni avanza avvicinandosi al margine anteriore.
E' importante conoscere questo meccanismo, perché è fondamentale nella determinazione del dolore.
Le curve fisiologiche della colonna vertebrale Se osservate la colonna vertebrale frontalmente (o posteriormente) vi appare rettilinea, se invece la osservate di profilo, vi accorgerete che presenta quattro curve: lordosi cervicale, cifosi dorsale, lordosi lombare e cifosi sacro-coccigea.
La funzione delle curve del rachide è quella di aumentare la resistenza della colonna vertebrale alle sollecitazioni di compressione assiale.
Diverse ricerche hanno dimostrato che la resistenza di una colonna vertebrale è uguale al quadrato del numero delle sue curve più uno.
Questo significa che una colonna vertebrale completamente rettilinea senza lordosi né cifosi ha una resistenza pari a uno.
Se invece eseguiamo il semplice calcolo considerando le normali curve fisiologiche (esclusa la curva sacro-coccigea) si ha una resistenza dieci volte superiore.

Secondo cardine: ginnastica antalgica e rieducativa
Il programma di ginnastica antalgica (atta a calmare e ridurre il dolore) e rieducativa ha lo scopo di:
-prendere coscienza della propria colonna vertebrale e imparare a controllarla nel modo adeguato durante i movimenti;
-ridurre il dolore;
-prevenire le ricadute;
-compensare e riequilibrare il rachide quando l'attività lavorativa o sportiva costringe a posizioni o movimenti che alterano le curve fisiologiche;
-decomprimere i dischi intervertebrali soprattutto quando le attività del quotidiano hanno prodotto pressioni elevate sul rachide;
-agire sui diversi fattori di rischio come quelli legati alla vita sedentaria, alla riduzione della mobilità articolare, dell'elasticità e del trofismo muscolare.
I diversi obiettivi devono essere raggiunti secondo un programma di esercizi individualizzato in modo tale da riportare la persona verso una naturale condizione di salute.

Terzo cardine: uso corretto della colonna vertebrale
Quante volte durante il corso della giornata mettete in atto (senza neanche accorgervene) posture e movimenti “scorretti”, intendendo per movimenti “scorretti” quelle azioni che vi procurano dolore riducendo la vostra salute e di conseguenza la qualità di vita.
Il terzo cardine della Back School vi insegna a correggere quelle “cattive” abitudini così radicate in voi.
Vediamone insieme alcune.
Come distendersi e rialzarsi dal letto Quando avete aperto gli occhi e vi siete completamente svegliati, lentamente, rotolate sul fianco dal lato in cui vi dovete alzare (decubito laterale) e mentre i piedi e le gambe si abbassano fuori dal letto, ci si alza con l'aiuto delle mani e delle braccia.
Ora siete seduti sul vostro letto pronti per iniziare una nuova giornata.
Di sera, quando dovete distendervi sul letto, ripetete i movimenti descritti precedentemente, iniziando dalla fine.
Cosa non fare ricordatevi di non far compiere né rotazioni né flessioni alla colonna vertebrale, altrimenti i benefici di questa tecnica vengono persi.
Come rimanere seduti Pensate a quante ore rimanete seduti durante il giorno, soprattutto alcuni di voi come studenti, impiegati o programmatori di computer, quindi è importante imparare a sedersi nel modo corretto.
Dopo che vi siete seduti è un buon accorgimento forzare l'anteroversione del bacino per poi rilasciarla leggermente, si mantiene così la giusta lordosi lombare, condizione fondamentale per evitare i danni della posizione seduta prolungata.
E' la cosiddetta “seduta sugli ischi”, in quanto il peso della parte superiore del corpo (capo, arti superiori e tronco) grava sulle tuberosità ischiatiche.
Il capo si trova in posizione neutra e lo sguardo è rivolto in avanti.
L'altezza della sedia deve essere tale da mantenere un angolo di circa 90° tra gamba e coscia, con i piedi ben appoggiati al suolo.
Cosa non fare
Fate attenzione a non flettere la colonna vertebrale, questa è si una postura più economica e meno dispendiosa (ecco perché viene abitualmente adottata), ma determina un aumento del carico sui dischi intervertebrali, fattore di rischio importante per i dolori vertebrali.
Come sollevare un peso
Se il peso che dovete sollevare è di modesta entità lo potete sollevare nel seguente modo: dalla stazione eretta divaricate leggermente gli arti inferiori (piedi alla larghezza delle spalle), flettete questi ultimi fino a raggiungere un' angolazione tra coscia e gamba di circa 90°, mantenete la posizione intermedia di equilibrio tra la flessione e l'estensione (posizione neutra) in cui le curve fisiologiche del rachide vengono mantenute, lo sguardo è rivolto in avanti, prendete con le mani l'oggetto che desiderate sollevare e ritornate nella posizione di partenza.
Se l'oggetto che si desidera sollevare è molto pesante, non vergognatevi di chiedere aiuto ad un'altra persona, perché come dice il proverbio “l'unione fa la forza” e in due persone si riesce con maggiori probabilità a sollevare l'oggetto in questione, salvaguardando la salute della vostra colonna vertebrale.
Cosa non fare
Durante l'esecuzione del movimento ricordatevi sempre di non flettere la colonna vertebrale, perché tale azione è già di per sé dannosa senza carico, con un peso che state sollevando aumentano le probabilità di una protrusione del disco (sporgenza del materiale discale che rimane contenuto da un anello fibroso intatto) o di un' ernia del disco (fuoriuscita del materiale discale).

Quarto cardine: tecniche di rilassamento
Al giorno d'oggi sono davvero molte le situazioni che possono creare stress e tensione eccessiva: l'alzarsi presto ogni mattina, il traffico in automobile, le ore di lavoro, lavoro che in molte situazioni è una dura necessità piuttosto che essere una vera vocazione, preparare i pasti, per poi ripetere la stessa routine il giorno dopo.
Stress e tensione che non risparmiano nemmeno i più piccoli: andare a scuola, seguire lezioni poco interessanti perché magari insegnate con poca passione da parte di insegnanti svogliati, fare i compiti, praticare gli allenamenti dello sport preferito, andare al catechismo.
Quanto stress e quanta tensione sia fisica che mentale viene a crearsi negli adulti come nei bambini.
Lo stress è un fattore di rischio per far insorgere i dolori vertebrali.
Le tecniche di rilassamento sono un cardine importante della Back School, perché attraverso l'apprendimento di questi esercizi si permette di:
-raggiungere l'autogestione delle proprie tensioni;
-aumentare la conoscenza di se stesso;
-migliorare la capacità di concentrazione;
-normalizzare la tensione muscolare al termine della giornata.
Alcune tecniche di rilassamento che possono essere insegnate nella Back School sono la meditazione trascendentale e il training autogeno di Shultz.
Vero è che ogni insegnante può personalizzare il proprio programma, utilizzando le metodiche conosciute e che riscuotono maggior successo tra gli allievi.

Quinto cardine: alimentazione e stile di vita
Per rimanere in salute un'alimentazione adeguata è la conditio sine qua non e con essa anche uno stile di vita equilibrato.
Una trattazione esaustiva sull'alimentazione non è possibile farla ora, tenete a mente però quanto sto per dirvi.
-E' meglio fare piccoli pasti quotidiani (4-5), piuttosto che riunire tutti gli alimenti in uno o due pasti abbondanti, perché il rischio è quello di assumere più kcal del vostro fabbisogno, con il rischio di andare incontro ad una condizione di sovrappeso o di obesità.
L'aumento di peso è un fattore di rischio per i dolori vertebrali, in quanto aumenta i carichi e le pressioni a livello delle strutture del rachide, portandole ad un'usura precoce.
-Sostituite i carboidrati raffinati con carboidrati e cereali integrali, perché più ricchi di fibre, di vitamine del gruppo B e sali minerali, determinando a parità di carboidrati raffinati un senso di sazietà maggiore, valido aiuto per chi necessita di tenere sotto controllo il proprio peso corporeo.
-Riducete il consumo di carne ed incrementate il consumo di pesce come il salmone, il branzino, l'orata, le sardine, etc.
Dovete sapere che i grassi che si trovano nei pesci (a differenza di quelli della carne) sono costituiti solamente per un 20-25% di grassi saturi dannosi per la vostra salute, ma la rimanente percentuale da grassi insaturi tra cui i preziosi omega-3.
Gli acidi grassi omega-3 riducono l'infiammazione, controllano la coagulazione del sangue e il livello dei trigliceridi, sono quindi un valido aiuto per la vostra salute.
-Consumate un'adeguata quantità di frutta e verdura, che sia possibilmente di stagione e cruda, ricca di vitamine, sali minerali e oligoelementi.
Il numero di porzioni di vegetali che bisogna assumere in una giornata tipo varia dai 4 ai 6 (es.
3 di verdura e 2 di frutta).
-Ricordatevi di idratarvi adeguatamente, specialmente se vi trovate nelle stagioni calde, al termine di un allenamento e in qualsiasi altra situazione sia necessario farlo.
Bisogna bere piccole quantità di acqua durante tutto il corso della giornata e non attendere lo stimolo della sete.
Infatti dopo diverse ore che non bevete e avvertite un forte senso di sete, il vostro organismo si trova già in una condizione di disidratazione, ecco perché è opportuno, durante il giorno, bere piccole quantità di liquidi anche quando non avete sete, per rimanere sempre in una ottimale condizione di idratazione.
-Uno studio di McPartland e Mitchell ha osservato che le persone che consumano elevate quantità di caffè presentano una più alta incidenza di dolori vertebrali.
Il caffè è anche una bevanda nervina per la presenza di caffeina al suo interno.
La caffeina è uno stimolante del sistema nervoso e se assunta in quantità eccessiva può causare agitazione, nervosismo e insonnia.
Evitate il consumo quotidiano di caffè, ammettendolo solo in occasioni sporadiche e motivate.
Un valido sostituto al caffè tradizionale è il caffe d'orzo, bevanda preparata come un normale caffè con la differenza che è privo di caffeina.
-Limitate il consumo di dolci soprattutto quando essi sono preparati con farine raffinate, con zucchero bianco, con crema, cioccolato e marmellate industriali, perché oltre ad ostacolare la funzione digestiva, contribuiscono ad alterare il tasso lipidico e glucidico nel sangue.
Come se ciò non bastasse, sono alimenti molto calorici, che rendono difficile il mantenimento del peso forma, laddove il consumo è quotidiano ed eccessivo.
-Quando è possibile acquistate alimenti biologici, relativamente poveri di residui tossici provenienti da concimi chimici, diserbanti e altre sostanze dannose per la vostra salute.
Gli alimenti biologici si sono dimostrati più ricchi di valori nutritivi rispetto agli alimenti non biologici.
Al supermercato o al negozio sotto casa non spaventatevi dell'aspetto di un frutto o di un ortaggio biologico, spesso di dimensioni ridotte e diciamocelo anche più “bruttino” dei prodotti non biologici, sono prodotti così come gli troviamo in natura.
-Evitate il fumo sempre e comunque, perché oltre ad essere un fattore di rischio per il cancro al polmone, le sue oltre 4000 sostanze presenti nel tabacco, aumentano la probabilità di contrarre la bronchite cronica ostruttiva e le cardiopatie ischemiche.
L'aspettativa di vita di un fumatore tende ad essere mediamente di 10 anni inferiore rispetto a colui che non fuma, per non parlare poi della riduzione della qualità di vita.
-A tavola come nella vita lasciatevi guidare dall'equilibrio e dal buon senso.

Sesto cardine: consuetudine all'attività motoria
L'ultimo cardine della Back School non poteva che essere rivolto all'attività motoria, completamento di tutto il programma che avete avuto modo di conoscere.
Praticare una moderata e regolare attività fisica fin dall'età dello sviluppo, permette di mantenervi in salute, più di qualsiasi farmaco o cura miracolosa.
La sedentarietà è un fattore di rischio per i dolori vertebrali, quindi cercate di eliminarla attraverso dell' adeguato movimento.

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Testata Registrata presso il Tribunale di Bologna. Registrazione numero 8253 del 5 luglio 2012 - Direttore Responsabile: Erika Bertossi
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