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Quanti sport conosci? E di quanti avresti sempre voluto conoscere le regole, le curiosità e il regime alimentare più corretto per praticarli? Leggi qui tutte le interviste ai medici specialisti del Comitato Scientifico.
 
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  La Pallavolo

La pallavolo è sicuramente uno degli sport di squadra più praticati a livello scolastico e di società sportive e le gesta della nazionale maschile e femminile sono seguite con molta passione in tutta Italia. Ma quando nasce questo sport? Qualche curiosità storica?
Le radici del gioco della pallavolo possono essere ricercate in antichi giochi greci e romani, come dimostrano alcune testimonianze che descrivono, ad esempio, esercizi con la palla che veniva colpita con la mano aperta e con il palmo rivolto verso l'alto. Un gioco simile, forse proprio di derivazione latina, era praticato in Italia durante il Medioevo.
Nel 1893 in Germania fu introdotto un gioco chiamato Faustball, che ha molte similitudini con la pallavolo moderna, la cui nascita ufficiale risale però al 1895. In un college dell'YMCA (Young Men’s Christian Association) di Holyoke (Mass, USA), l’istruttore di educazione fisica William Morgan doveva trovare un gioco per tenere in allenamento i giocatori di baseball e football e così ideò la pallavolo, da lui chiamata “Minonette”. Una caratteristica peculiare di questo nuovo gioco sportivo era quella di non prevedere il contatto fisico tra i partecipanti, per cui serviva a potenziare la destrezza, la prontezza dei riflessi, la capacità di concentrazione e l'agilità. Sono queste, infatti, le capacità che maggiormente si sviluppano praticando questo sport.
Dall’America settentrionale, poi, la pallavolo è stata esportata in Cina, Giappone, Corea e nelle Filippine, dove ha incontrato un grande successo, e in America Latina, dove soprattutto le donne hanno iniziato e praticare questo sport. Solamente durante le due guerre mondiali questo gioco ha raggiunto anche l’Europa.
Anche le regole tecniche hanno subìto un’evoluzione nel tempo, fino alle modifiche più recenti del 1998 con l’introduzione del Rally Point System: nuovo sistema di punteggio entrato in vigore a livello internazionale a partire dal 2000. Le nuove regole hanno inoltre introdotto la figura del “libero”: un giocatore designato che partecipa solo alla fase difensiva, quindi gioca in una posizione arretrata e non ruota sul terreno di gioco come fanno i cinque compagni. Per essere sempre identificabile indossa una maglia diversa da quella dei compagni e può essere sostituito solo da un altro “libero”.

Quali caratteristiche fisiche e qualità atletiche deve possedere un giocatore di pallavolo?
Oltre ad una statura elevata, chi pratica questo sport, deve essere agile ed avere una buona elevazione, ma allo stesso tempo possedere una buona dotazione muscolare. Bisogna, poi, essere veloci e avere un’ottima prontezza di riflessi.
Come ogni gioco di squadra, la pallavolo richiede un buon affiatamento e la collaborazione tra i giocatori è importantissima per la costruzione delle azioni di attacco e difesa.
Tutti i pallavolisti, a prescindere dalle singole attitudini e dal ruolo (alzatore, schiacciatore laterale, schiacciatore opposto, centrale e libero) devono ovviamente avere nel proprio bagaglio tecnico tutti i fondamentali di gioco: servizio, ricezione, palleggio, schiacciata e muro.
Ogni ruolo, poi, richiede delle caratteristiche peculiari per cui: l’alzatore, essendo il regista d’attacco della squadra e dovendo smistare i palloni verso gli schiacciatori, deve avere ottime capacità coordinative, reattività negli spostamenti, un tocco di palla morbido e naturale ed intelligenza tattica, oltre ad un livello elevato di tecnica specifica del palleggio; il centrale deve possedere un’ottima elevazione, soprattutto senza rincorsa e grande rapidità negli spostamenti laterali: l'efficacia dell'attacco dal centro è appunto nella velocità con la quale parte la schiacciata; lo schiacciatore-laterale, è, forse, il ruolo più faticoso di tutti perché ichiede al giocatore sia di ricevere che d'attaccare, per cui è richiesta una certa completezza tecnica nell'esecuzione di tutti i fondamentali. Velocità, peso e potenza sono, comunque, le componenti fisiche necessarie per la schiacciata. Il ruolo dello schiacciatore opposto (detto così perché occupa in campo la posizione diametralmente opposta a quella dell’alzatore), richiede una maggior incisività in attacco e non necessariamente una buona ricezione. Generalmente, l'opposto deve avere una statura superiore ai 2 metri e una fisicità nettamente superiore agli altri giocatori. Il libero, come abbiamo già ricordato, deve giocare solo in seconda linea ed è quindi specializzato in ricezione e difesa.

Qual è l’alimentazione ideale per il pallavolista?
L’alimentazione basata sul “modello alimentare mediterraneo”, ricco di carboidrati complessi e prodotti vegetali (cereali, legumi, frutta e verdure) è la scelta ideale anche per chi pratica la pallavolo. È indicata, quindi, una distribuzione classica dell’apporto percentuale dei vari nutrienti energetici: carboidrati 55-60 % dell’energia totale giornaliera, con una quantità maggiore di carboidrati complessi (80 % della quota) e una minore di quelli semplici (20 %); lipidi 25-30 % dell’energia totale, con una netta preferenza per i condimenti vegetali (soprattutto l’olio extravergine di oliva) e per le fonti animali ricche di acidi grassi polinsaturi (pesci di mare); mentre il restante 10-15 % dell’energia giornaliera sarà rappresentata dalle proteine, con una lieve preferenza per quelle animali (carni bianche e rosse, pesci, uova, latte e derivati) rispetto a quelle di provenienza vegetale (legumi e cereali).

Sono necessari integratori? E quali sono maggiormente indicati per questo sport?
Il pallavolista, come tutti gli sportivi, ha bisogno di “integrare” la sua dieta soltanto con un maggiore consumo di acqua e di carboidrati, proporzionali rispettivamente all’entità della sudorazione e dell’impegno fisico dovuto agli allenamenti e alla gara, senza bisogno di ricorrere ad integratori di proteine, aminoacidi e creatina.
Il fabbisogno proteico per coloro che praticano la pallavolo è solo leggermente più elevato (1,2 – 1,8 grammi per kg di peso corporeo desiderato, in relazione alle caratteristiche morfologiche, al ruolo e alla tipologia di gioco praticato dai giocatori) rispetto alla popolazione non sportiva e moderatamente attiva (0,75 - 1 grammo/kg p.c. desiderato). Tale introito può e deve essere soddisfatto completamente con gli alimenti di uso comune senza necessità di dover utilizzare prodotti industriali costosi e che potrebbero risultare potenzialmente dannosi, soprattutto se assunti senza controllo medico, in grandi quantità o in caso di malattie renali ed epatiche. Gli integratori non servono, tanto meno ai ragazzi e a tutti coloro i quali si allenano soltanto due o tre volte a settimana: una corretta alimentazione è più che sufficiente a garantire da sola tutto quello che serve dal punto di vista nutrizionale ai giocatori di pallavolo.
Ciò che è realmente necessario reintegrare, nel caso di allenamenti o partite di durata superiore ai 60 minuti, sono le perdite di acqua e zuccheri. Perciò, si consiglia di assumere acqua a sufficienza e di consumare un piccolo snack a base di carboidrati, possibilmente ricco anche di sali minerali. Per praticità spesso si sceglie di utilizzare un unico prodotto per rispondere a queste necessità: una bibita con aggiunta di minerali e zuccheri. Nelle bevande commerciali, però, sono spesso presenti aromi e coloranti artificiali. Il consiglio allora è quello di prepararsi a casa il proprio “integratore” idrico-salino con succo di frutta, acqua e sale. Molte persone non gradiscono, tuttavia, il sapore del sale in una bevanda, ma si può risolvere anche questo inconveniente utilizzando dei succhi di frutta, maggiormente edulcorati, come quelli “diet”, che “mascherano” con il dolce la presenza necessaria del cloruro di sodio.

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