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  Le Bocce

« Non esiste reumatismo ed altri mali simili che non si possa prevenire con questo gioco: è indicato a qualsiasi età, dalla più tenera infanzia sino alla vecchiaia».
(François Rabelais)

Uno sport praticato da moltissimi giocatori occasionali, principalmente durante le vacanze, è il gioco delle bocce. Forse non tutti sanno che…?
Si tratta di una vera e propria disciplina sportiva con origini antichissime: nella città di Catal Hűyűk della Turchia meridionale sono state ritrovate alcune sfere in pietra, antenate delle attuali bocce, che risalgono circa al 7000 a.C. Anche in Egitto ci sono stati dei ritrovamenti simili in una tomba, risalenti al II millennio a.C. Altre testimonianze relative alle bocce sono state rinvenute nelle sculture e nei dipinti funerari dell'età dell'oro in Grecia. Le bocce erano uno dei principali passatempi dei soldati romani i quali sostituirono le pietre con delle palle che, di solito, non venivano lanciate, ma fatte rotolare. I Romani diffusero questo gioco in tutto l'impero. Questo sport nella sua forma odierna venne poi reso popolare da Giuseppe Garibaldi durante l'unificazione d'Italia.
Oggi le bocce sono uno sport praticato in ogni parte del mondo e che coinvolge giocatori di tutte le età, adatto tanto agli uomini che alle donne, con importanti benefici anche per la salute, sia fisica sia psichica, e privo di rischi di particolare rilievo. È una disciplina che raccoglie in se i tre elementi fondamentali dello sport: gioco, movimento e agonismo. Tutti possono dedicarsi alle bocce, anche ad alto livello agonistico, trovando ciascuno la specialità più confacente alle proprie dimensioni e caratteristiche corporee e alla personalità psicologica. Raffa, volo e petanque sono le tre specialità principali del gioco delle bocce, ciascuna con le sue specifiche prove, individuali e/o di squadra, alcune delle quali anche di grande impegno fisico e atletico, oltre che psicologico.

Raffa e volo sono le discipline più diffuse in Italia e quindi più conosciute, mentre la “petanque” è forse meno nota. Come si gioca?
È la specialità più praticata in Francia. È nata, infatti, in Provenza e il termine deriva dal provenzale "ped tanco", ossia "piedi uniti, ancorati al suolo": il giocatore che lancia, infatti, deve restare fermo in un punto preciso e a piedi uniti. Il gioco inizia dopo aver tracciato sul terreno un cerchio, con un diametro tra 35 e 50 cm, all'interno del quale il giocatore deve tenersi per lanciare le sue bocce, che in questa specialità sono di metallo. Tradizionalmente le bocce da petanque erano in legno, mentre oggi solamente il pallino è ancora costituito da questo materiale.
L'obiettivo del gioco, come per tutte le specialità, è quello di segnare dei punti piazzando la propria boccia più vicina al pallino di quella del proprio avversario.
La petanque è una disciplina sportiva che, nella sua fase agonistica, si svolge “a terne” (3 giocatori contro 3 giocatori); “a coppie” (2 giocatori contro 2 giocatori); “individuale” (1 contro 1). Nella formazione a terne ogni giocatore dispone di due bocce. Nella formazione a coppie e individuale ogni giocatore dispone di tre bocce.
Il gioco può essere praticato su qualsiasi terreno, senza la necessità di avere un campo attrezzato, ma è sufficiente avere a disposizione una decina di metri di terreno, che sia un giardino privato o pubblico, una piazza, un parcheggio, etc…Qualsiasi posto va bene, anche se sconnesso o con ostacoli, anzi gli eventuali ostacoli che si dovessero incontrare (sassi, rami, ghiaia, erba, foglie, etc.) fanno parte del gioco ed è vietato spostarli. Quindi tanto più il campo è accidentato e scosceso tanto più diventa difficile e appassionante il gioco. È per questo che uno dei luoghi più gettonati per giocare alla petanque è la spiaggia!
La squadra che inizia, estratta a sorte, traccia il cerchio e lancia il pallino e la prima boccia. Ogni squadra tira quindi le sue bocce finché non ha fatto meglio degli avversari: quando marca il punto, ossia almeno una delle sue bocce è più vicina al pallino di tutte quelle degli avversari, il tiro passa all'altra squadra, se questa ha ancora bocce da tirare. Quando tutte le bocce sono state lanciate si contano tutte le bocce di una squadra che si trovino più vicine al pallino di quelle dell'avversario. La partita viene vinta dalla squadra che raggiunge per prima i 13 punti (nelle competizioni per il campionato del mondo 15 punti). Nel caso in cui il pallino esce fuori dai limiti del campo, il gioco viene ricominciato con un nuovo tiro, se entrambe le squadre hanno ancora bocce da giocare o nessuna delle due ne ha. Se invece una sola delle squadre ha ancora bocce da giocare, si marca come punteggio il loro numero.

Sono necessarie capacità specifiche per praticare questo sport?
Tutte le prove delle bocce richiedono doti psicologiche importanti, capacità di controllo emotivo, grandi doti di precisione e colpo d’occhio, coordinazione ed equilibrio, forza muscolare e resistenza allo sforzo fisico. Il programma di allenamento, fin dalle più giovani fasce di età, deve mirare a sviluppare tutte le qualità in maniera armonica e corretta sia dal punto di vista fisico che psicologico.
Quali sono i benefici? È vero quello che diceva Rabelais?
Rabelais aveva proprio ragione! Senza voler esagerare sono molteplici i benefici che tale sport può apportare: aumento della potenza muscolare e della resistenza, miglioramento delle capacità di coordinazione e della destrezza; ma sono soprattutto le abilità mentali che ricevono maggiori vantaggi da tale sport: vengono stimolati la concentrazione e l’autocontrollo, l’astuzia e l’ingegnosità, la precisione nella mira e nel calcolare bene le distanze.

Consigli dal punto di vista dell’alimentazione?
Anche nella pratica agonistica delle bocce, come per tutte le discipline, il risultato sportivo può essere fortemente condizionato dalle abitudini alimentari dell’atleta. Questo sia per quanto riguarda la sua alimentazione giornaliera nella fase d’allenamento, sia per quanto concerne la scelta degli alimenti consumati prima e durante la gara. Nel gioco delle bocce, le gare possono durare a volte anche un’intera giornata, sia pure con lunghe pause; pertanto, gli atleti, di tutte le età e senza distinzione di sesso, devono curare con particolare attenzione la preparazione fisica generale e l’alimentazione. Il regolare rifornimento di cibo al nostro organismo può essere correttamente ottenuto consumando nel corso delle ventiquattro ore almeno tre pasti, o meglio ancora cinque, al fine di garantire un rifornimento di energia costante e non troppo concentrato. In tal modo le cellule sono messe nelle condizioni migliori di lavoro ed è quindi possibile prevenire il calo della glicemia (concentrazione di zucchero nel sangue), che si verifica in condizioni di digiuno. L’ipoglicemia è responsabile della comparsa di numerosi disturbi, più o meno gravi, e inizialmente si manifesta con un senso generale di malessere lieve, scarsa capacità di concentrazione e difficoltà a proseguire le normali attività.
Si consiglia, quindi, anche agli atleti delle bocce, di seguire una dieta equilibrata con alimenti soprattutto di origine vegetale e ricchi di carboidrati complessi e poco raffinati (pasta, pane, riso e cereali in genere, meglio se integrali), con un ridotto consumo di grassi e un adeguato apporto di proteine animali (carni, pesci, uova, formaggi) e vegetali (legumi e cereali), accompagnati da un abbondante consumo di acqua, frutta e verdure. Solo nel caso in cui l’attività fisica duri più di un’ora l’acqua potrà essere sostituita, almeno in parte, da semplici bevande “arricchite” con minerali e zuccheri (bevande per l’integrazione idrico-minerale). Una ricetta casalinga: aggiungete 1-2 grammi di sale fino da cucina a del succo di frutta, meglio se all’albicocca e diluitelo con una quantità di acqua tale che la concentrazione di zuccheri della bevanda così ottenuta risulti compresa tra il 2 e il 4 % (20-40 grammi per litro di bevanda, circa 250 ml di succo di frutta e 750 ml di acqua).

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